TACCUINO. Se Renzi vince in Italia ma il Csx e il Pd perdono in Calabria

TACCUINO. Se Renzi vince in Italia ma il Csx e il Pd perdono in Calabria

rsadi ALDO VARANO - Renzi è un fenomeno nuovo. Capiremo entro poche settimane se ha vinto per l'incapacità e la paralisi di un ceto politico, interno ed esterno al Pd, sopravvissuto con continue cessioni di sovranità frantumando il proprio potere o con una strategia che dopo la sbornia dell’antipolitica ha recuperato la politica alta accantonando il mito della tecnica.

 

Ma intanto bisogna prendere atto che la sua marca è il tempo. Ha bisogno che passi. Gliene servono quattro anni o giù di lì.

Il tempo è il cuore dell’accordo Renzi-Alfano. Lo scontro mediatico, e la pigrizia di molti analisti, rischiano di nascondere il disegno dei due che è di difficile realizzazione. E c'è chi è certo del fallimento.

Il punto centrale del progetto è durare. Non per brama di potere. Né soltanto per realizzare i contenuti del progetto.

E’ il tempo la strategia. In politica una strategia che non tiene conto del tempo e dell’età dei protagonisti è sempre destinata a fallire.

Se Renzi dura, nel 2018 Berlusconi avrà 83 anni: irrecuperabile e inoffensivo. Renzi e Alfano riuscirebbero in questo caso, primi in Italia, a risolvere l’anomalia italiana cancellandolo dopo un ventennio di populismo di massa nella fascia alta delle nazioni europee. L’esatto contrario dell’accusa di aver ridato spazio a B. che infuria su media e social network.

Nel 2018 la credibilità del cdx berlusconiano sarà zero. Al pluriottantenne (soldi a parte) saranno rimasti Dudù e un po’ di cerchio magico. Quando, prima del 2018, sarà chiaro che B non ha futuro, Fi avrà cominciato a perdere pezzi: si spalancherà una grande prateria ai riorganizzatori dell’area sociale culturale e politica del cdx. E’ il progetto di Alfano non a caso ricevuto (come segretario del Ncd) nei salotti più importanti del cdx europeo. Nel csx il terremoto sarà identico: la perdita del nemico provocherà una ristrutturazione profonda (a partire forse dall’area minoritaria e radicale della testimonianza) difficile da immaginare.

Questo è il progetto. Forse fallirà. Ma se dovesse realizzarsi, dentro il tempo di Renzi e Alfano c’è l’ambizione di un sommovimento profondo del sistema politico che abbiamo conosciuto.

Tre grandi blocchi sono interessati a durare.

I parlamentari delle due Camere, terrorizzati dalla quasi certezza (collegi, preferenza, chissà che altro) di non tornare mai più sugli scranni. Per loro, colore a parte, più dura, meglio è.

Il renzismo. Renzi è andato al governo senza elezioni. Gli serve tempo perché pancia e moralismo dimentichino lo “Stai sereno, Enrico”. La sua strategia non prevede il “non mi fanno governare” né il “datemi un’altra possibilità”. O si vince o a casa. Soprattutto Renzi deve rimodellare l’area del csx dopo la perdita del nemico. Sarà la parte più ostica.

Infine, quanto e più degli altri il cdx italiano (interessi economici, poteri diffusi, culture) che ha capito che B è uno sconfitto che ha chiuso per sempre e sa che il cdx con lui non giocherà mai più al governo. B vorrebbe l’azzardo disperato di un voto in cui, complice il sistema elettorale, vince o perde tutto. Renzi e Alfano non glielo concederanno. Alfano e & sono irrecuperabili nell’area B. B e & lo sono in un cdx che non sia dominato da B. Tra Fi e Ncd (o quel che sarà) lo scontro sarà la vita o la morte di una sola parte.

Il progetto è acido negli occhi per la concentrazione di interessi che si sentono minacciati e le corporazioni irrobustitesi nella perdita di potere e prestigio della politica; un mondo che s'è consolidato attorno al berlusconismo col quale non sempre coincide. E, soprattutto, per B e &.

E bisogna fare i conti con un quadro che mostra una difficoltà crescente a governare l’Italia (vedi ultimi 3 governi). Renzi potrebbe cadere sullo stesso fronte. Anche se questa debolezza gli offre la carta: dopo di me non c'è nessuno.

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Facciamo finta che l’impianto regga. Cosa accadrebbe in Calabria?

Il cdx conoscerebbe fortissime tensioni. Gli scontri Santelli e Scopelliti si moltiplicherebbero (vedi avvisaglie) scaricandosi sulla Calabria (come a Reggio dove le lotte interne al cdx hanno portato allo scioglimento del Consiglio Comunale).

Scopelliti ha bisogno di tempo, come Renzi. Il tempo perché la periferia calabrese del cdx (cioè Fi) capisca che B è ormai fuori gioco. Quando capiranno, e se il governo dura capiranno, ci sarà una fila sempre più lunga di Fi, uomini e pezzi, che busseranno dal Governatore per entrare. E’ questo l’azzardo e la scommessa di Scopelliti: sarebbe altrimenti incomprensibile perché ha mollato B per Alfano. E lui se li riprenderà tutti (o quasi) quelli che hanno sbagliato i calcoli e hanno paura di sparire.

E il Csx? Dovrà intanto fronteggiare uno Scopelliti che, al contrario dei leader calabresi del csx avrà ruolo politico nazionale importante. Tale ruolo, e la funzione nazionale e senatoriale del Ncd calabrese di Scopelliti, avrà una copertura a favore del Governatore non solo da parte di Alfano ma dell’intero governo. Il caso Gentile, nonostante il fattaccio dell’Ora - noto al Pd, Renzi e Magorno prima della nomina -, sembra dimostrarlo. Da qui una situazione di strisciante sofferenza di csx e pd calabresi.

Ma la difficoltà non nasce dal fatto chetra  il Ncd di Scopelliti è pezzo importante dell’accordo nazionale Alfano e Renzi quanto dalla circostanza che in Calabria cdx e csx non appaiono alternativi tra loro. La sfida del governo è da lustri giocata sulla pretesa di cdx e csx di essere più capace dell’altro nel gestire la STESSA Regione, le STESSE politiche, lo STESSO sistema di potere. Nessuno ha mai presentato un progetto che fosse insieme (1) di governo, (2) alternativo, (3) capace di vincere.

La Calabria della politica è da tempo una Calabria senza pensiero.

Né sono venuti nuovi pensieri – al di là dell’oscillazione tra testimonianza e subalternità – dalla destra o dalla sinistra dei due schieramenti.

Se va avanti il progetto Renzi il csx calabrese vivrà una morsa drammatica: o si adegua e sta fermo e buono (a guardare) o fa la fatica (mai fatta) di costruire un progetto alternativo e distinguibile da quello dei suoi competitori politici. Non gli serve un candidato, ma un candidato credibile perché capace di costruire un progetto sociale, politico e culturale vero e alternativo capace di allontanare la Calabria dal precipizio. Non sarà semplice e non sarà facile perché si tratta di costruire una differenza. Ma sarà il solo modo per tornare a vincere.

P.S. Queste valutazioni sono fondate su elementi politici. Tali elementi possono venire talvolta sconnessi e destabilizzati da questioni non immediatamente politiche (sentenze, fuori gioco fischiati da altre istituzioni) e altro ancora. Tutte componenti che l’analisi politica non può e non deve prendere in considerazione fin quando non accadono.