REGGIO. Ecco i 10 punti del mio foglio excel per le elezioni comunali

REGGIO. Ecco i 10 punti del mio foglio excel per le elezioni comunali

Reggio-Corso-Garibaldidi LEONE PANGALLO - Metteo Renzi aveva proposto al governo Letta un “programma excel”. Un tabulato con nella prima colonna le cose da fare e accanto le date entro cui realizzarle. Un’idea non priva di fascino. Non mi pare l’abbia utilizzata per il suo programma. Ha annunciato tre grandi riforme nei prossimi tre mesi. Vedremo.

 

A me il “programma excel” sembra quel che serve per il rinnovo del Consiglio Comunale di Reggio. Il foglio dovrebbe essere pronto prima della scelta dei candidati a Sindaco. Un foglio per e della città: per il cdx, il csx e chi decide di proporsi.


Insomma, “Un programma excel per Reggio”.


PREMESSA. La situazione concreta della città non consente più le complicate analisi sul sistema di potere cittadino, il consenso, l’identità della città, i valori dello sviluppo. La crisi di credibilità di tutti i partiti costringe a una semplificazione e chiede obiettivi concreti: basi produttive, trasporti, servizi, centro burocratico, città vivibile e, per ultima, città turistica.


Servirebbero più conoscenze sui mutamenti degli ultimi decenni, su come la crisi ha infragilito la città. Rumorosi dibattiti cittadini (area integrata dello Stretto e/o città metropolitana) sono stati, a mio parere, inconcludenti nella prima parte, metodologici e senza contenuti nella seconda.


Quindi, la concretezza per fronteggiare la crisi di credibilità e, nello stesso tempo, per preparare un buon governo (trasparente) della città.


Il foglio excel ideale è di poche righe: le emergenze dei primi sei mesi; gli obiettivi dei primi due anni, quelli dell’intera legislatura.


Nei prossimi giorni invierò il mio foglio excel a un ampio gruppo di concittadini del mondo produttivo, universitario, dell’associazionismo; a quanti in questi anni non hanno rinunciato alla fatica di proporre idee per la città.


Un indice di base è nei fatti.


UNO. Un progetto straordinario di manutenzione urbana


Il decreto Reggio è stata un’occasione in gran parte mancata. Per i fondi residui sarebbe utile individuare una priorità tra due opzioni opposte: da una parte singole, piccole o grandi opere pubbliche o, dall’altra, un programma straordinario di manutenzione urbana a partire dalla rete dei servizi e da quella stradale.


DUE. Rifiuti


Sarà un tema ricorrente nei prossimi anni. Sarebbe interessanti assistere o partecipare ad una competizione tra rappresentanti politici, imprenditori, sindacati, associazioni dei cittadini sulla raccolta e sul deposito o riuso sapendo che sarà sempre più difficile allontanare i rifiuti dalla propria casa.


TRE. L’eliminazione delle anomalie urbane


La città è disseminata di opere incompiute, di vecchie e nuove brutture. Il dibattito sull’innovazione di piazza De Nava e sulla riqualificazione del Lido comunale ha messo a nudo difficoltà. Sarebbe utile l’elenco preciso di cosa completare e cosa rottamare. Il Lido, per esempio, si elimina per liberare la spiaggia o no?


QUATTRO. I servizi sociali


Due aspetti: il problema dell’organizzazione del sistema, magari partendo dai contenuti espressi nel tavolo tecnico creato nella predente amministrazione tra gli operatori, e quello ineludibile delle risorse e del rapporto tra pubblico e privato.


CINQUE. La riforma della burocrazia


L’idea del Comune leggero è fallita per un’ambiguità nel progetto di privatizzazione dei servizi e la riserva mentale di mantenere un controllo politico-clientelare sulle attività. Resta il tema della sburocratizzazione degli apparati, delle competenze, di uno spirito insieme privatistico e competitivo nelle attività pubbliche. E’ difficile l’idea di far convivere le competenze nei servizi pubblici e una più ampia esternalizzazione.


SEI. L’organizzazione della partecipazione


I partiti tendono a rinunciare ad un ruolo nel sociale con la sostanziale chiusura delle sezioni e dei circoli. I commissari hanno codificato, con successi solo di facciata, forme di consultazione dei cittadini. Le circoscrizioni sono fallite. Servono nuove idee per rilanciare lo spirito pubblico, il senso civico, il gusto del confronto.


SETTE. La crescita della cultura


I bronzi sono stati un alibi per nascondere la debolezza della struttura culturale della città, le difficoltà degli istituti di alta formazione il dissolvimento delle attività diffuse. La marginalità di alcune strutture (Teatro Cilea, Cinema Siracura) lo testimoniano. Solo l’attentato al Museo dello strumento musicale ha creato l’attenzione della città. Il tema è recuperare gli spazi urbani, del centro e delle periferie, alla cultura.


OTTO. La sicurezza e la lotta alla criminalità


La città non è percepita come luogo di vita e di relazioni. La lotta alla mafia è priva di supporti fondamentali (l’educazione scolastica, l’associazionismo giovanile ed il lavoro). Attività non surrogabili con manifestazioni effimere o con leggi inadeguate come quella sulle infiltrazioni negli enti locali.


NOVE. Il lavoro e le imprese


Creare lavoro non è compito istituzionale del Comune. Ma servono impegno nelle vertenze sul lavoro, le imprese, l’occupazione nei servizi, la nascita di nuove opportunità, lo sblocco degli investimenti nella spesa pubblica, il pagamento dei fornitori. Serve un’attenzione che non c’è mai stata alle economie immateriali e infrastrutturali, a partire dalla banda larga, oggi fondamentali perché le aziende possano diventare competitive.


DIECI. La mobilità


Aeroporto, porto, ferrovie, aziende pubbliche, traffico privato: sarebbe interessante un’idea per ogni comparto. Per esempio, lo spostamento dell’aereo stazione a mare con l’ingresso dei treni provenienti dalla Piana e dalla Ionica oltre che ad un vero imbarcadero degli aliscafi da Messina.


Chi vuole può partecipare sia attraverso la rete digitale sia con forme, a mio parere più proficue, del ragionamento e del confronto più ravvicinato. Il cantiere si può aprire;. Metterò in circolazione il foglio excel.