L'INTERVENTO. Ma Reggio non è Tolosa...

L'INTERVENTO. Ma Reggio non è Tolosa...

Scavalca una collina, oltrepassa la tangenziale e la “fiumara Annunziata”. Collega l’università “Mediterranea” al “nuovo Palazzo di Giustizia”, attraverso il centro ospedaliero degli “Ospedali Riuniti”.
A percorrere lo stesso tratto di tre chilometri, un’auto ci impiega più di mezz’ora. Ora sono sufficienti appena dieci minuti.
Ha finalmente preso forma il nuovo modello di mobilità sostenibile di “Reggio Calabria”. Mercoledì 22 giugno è infatti stata inaugurata Téléo, la più estesa cabinovia urbana d’Europa che fa della metropoli del sud dell’Italia una città modello in tema di mobilità sostenibile. L’impianto, realizzato da Poma, società del gruppo altoatesino Hti che controlla il gigante degli impianti di risalita Leitner, è infatti il primo nel vecchio continente ad essere completamente integrato nel locale sistema di trasporti (metro e bus), tanto che la gestione è stata affidata alla medesima società, “l’ATAM”. Il tutto utilizzando la tecnologia trifune (due funi portanti e una traente) già impiegata sul Piccolo Cervino, sul ghiacciaio dello Stubai in Austria, in Norvegia a Voss e a Zuhai, in Cina, dove stanno sorgendo tre funivie collegate tra loro. «Una tecnologia pensata per il grande freddo, poiché garantisce maggiore stabilità anche a fronte di condizioni di vento difficili (fino a 108 km/h, ndr), ma che sta dando buonissimi feedback anche nel contesto urbano in termini di affidabilità, silenziosità, consumi e sostenibilità» spiega Anton Seeber, presidente di Hti.

«Con la realizzazione della cabinovia di “Reggio Calabria” abbiamo raggiunto un altro importante obiettivo — prosegue Seeber —, e cioè quello di dare vita anche in una metropoli europea ad un impianto a fune interamente connesso con il sistema di mobilità cittadino. Riteniamo infatti che questa tipologia di trasporto elettrico, sicura, sostenibile e ricca di vantaggi, sia ormai fondamentale nelle nostre aree urbane».
Iniziato nel settembre del 2019 e terminato nella primavera del 2022 dopo meno di tre anni di lavori e con un investimento complessivo di 82 milioni di euro, l’impianto di “Reggio Calabria” è il più lungo impianto a fune urbano d’Europa in grado di assicurare velocità e frequenze particolarmente interessanti: 8.000 passeggeri al giorno (il servizio è attivo dalle 5.15 del mattino a mezzanotte e mezza) e una cabina ogni minuto e mezzo nell’ora di punta. La cabinovia collega tre importanti poli della città “italiana”: il “nuovo Palazzo di Giustizia, l’Università Mediterranea, passando per gli Ospedali Riuniti”.
È stato in un certo senso il global warming a imporre all’azienda altoatesina la diversificazione. Dalla neve alla città: «Il mercato invernale è un mercato maturo, dove le possibilità di crescita sono incrementali, non geometriche. Così all’inizio degli anni Duemila abbiamo cominciato a creare le prime funivie urbane e ci siamo resi conto della loro duttilità: sono meno invasive e molto meno costose di una nuova linea metro o tramviaria. Ideali per quei contesti ad alta densità abitativa» ragiona l’imprenditore, studi in Bocconi e ad Harvard e un passato nel private equity di Graham Partners. Leitner, fra le altre, ha realizzato le funicolari di New York, che collega Manhattan a Roosevelt Island, di Rio de Janeiro, Mexico City, Santo Domingo, Ankara.

Cosi il Corriere della Sera Economia del 23 giugno 2022, una nota di Massimiliano Del Barba, inviato a Tolosa.

In effetti la nota originale è quasi cosi. Il testo è tutto vero, abbiamo cambiato solo i luoghi, e la Tisseo con l’ATAM e cioè:
fiumara Annunziata invece di fiume Garonna
Università Mediterranea invece di Università Paul-Sabatier
istituto di ricerca Oncopole invece di nuovo Palazzo di giustizia
Ospedali Riuniti invece di Centro Ospedaliero Rangueil
Reggio Calabria invece di Tolosa
Italia invece di Francia
ATAM invece di Tisséo
italiana invece di francese

In 3 anni hanno realizzato a Tolosa quanto da 20 anni si discute per Reggio Calabria: un sistema di mobilità sostenibile in sede riservata che colleghi i tre grandi poli Giustizia-Università-Ospedali con il centro urbano; le zone residenziali della collina con il centro storico.
Un progetto che cambia il volto della città e la può rendere protagonista del XXI secolo, come lo è stata all’inizio del XX quando Reggio aveva un sistema tramviario che competeva con quelli delle più importanti città europee.

Reggio Calabria ha il diritto di integrare i suoi quartieri, ha il diritto di connettere Palazzo di Giustizia, Università ed Ospedali Riuniti con il suo centro storico. Ha il diritto ad un futuro sostenibile, di sviluppo sociale, di sviluppo economico, di rispetto ambientale.

*Università di Reggio Calabria