SCOPELLITI E I GAY. Le parole, il rattoppo, i bisogni

SCOPELLITI E I GAY. Le parole, il rattoppo, i bisogni

gay      di TIZIANA CALABRÒ - «Noi non vogliamo né uomini che non siano coraggiosi, né mezzi uomini, né uomini che sono innamorati di altri uomini a noi ci piace l’idea di mettere in campo uomini che siano innamorati di donne, che amino il rapporto di coppia e che individuano nel rapporto di un matrimonio un uomo e una donna. Quando faccio questo tipo di parallelo voglio dire che noi vogliamo uomini che siano innamorati della città».

Così parlò il Governatore della Calabria Signor Giuseppe Scopelliti, durante un’intervista televisiva, per spiegare attraverso romantiche immagini anni ’50, la sua visione della politica.

Reazione nr. 1: strabuzzi gli occhi, l’espressione facciale si immobilizza in un fermo immagine di stupore e pensi: ma no dai sta scherzando, ora si fa una bella risata, afferma che voleva provocare e ci delizia con un grandioso discorso sull’amore e sulla benevolenza, che rimarrà nella storia della retorica.

Reazione nr. 2 : il grandioso discorso sull’amore e sulla benevolenza non arriva. L’intervista continua, senza un sorriso. Lui appare serio serio, come direbbe mio figlio. Tu anche ti senti serio serio e un po’ triste.

Reazione nr. 3 : riascolti la risposta data al giornalista, due tre quattro volte. Scomponi le frasi, fai l’esegesi del testo, l’interpretazione autentica, la parafrasi, l’etimologia delle parole. Insomma vuoi salvarlo questo discorso, a tutti i costi vuoi salvarlo, perché ti fa male dentro, è una sconfitta, ma non ci riesci.

Reazione nr. 4 : pensi che a questa esternazione, certamente seguiranno  spiegazioni, incontri , scuse, ma io non volevo dire, non avete compreso, stringiamoci la mano, io ho tanti amici gay. E come un déjà-vu dispettoso, ti ritornano in mente le affermazioni omofobe di Barilla, il signore delle farfalle, delle penne rigate, degli spaghetti, del c’è casa, della famiglia uomo-donna-bambini, due possibilmente,  delle pale del mulino che girano all’infinito, dentro giornate che non piove mai e vissero tutti felici e contenti.

Però una cosa vera l’ha detta il Signor Governatore della Calabria. La nostra città ha bisogno di uomini, e forse ancor più di donne -perché ci sono anche le donne eh! - coraggiosi .

Ma aggiungo, anche capaci di un amore generoso e disinteressato, come può essere quello tra un uomo e una donna, tra una donna e una donna tra un uomo e un uomo. O semplicemente tra amici.

Questo vuole la città. Basta sentirla, basta percepire il suo palpito, perché l’amore ha una sua bellezza semplice, la bellezza di chi sa ascoltare  il   cuore dell’amato che batte forte dentro il nostro (grazie Wislawa!). Niente di più.