CALABRIA. Razzismo: tunisino di 11 anni, perquisito in classe dai CC chiamati dalla scuola. Chi paga?

CALABRIA. Razzismo: tunisino di 11 anni, perquisito in classe dai CC chiamati dalla scuola. Chi paga?

colori       NOSTRO SERVIZIO - Tra “pastelli” e “coltelli” c’è differenza? Certo che c’è. A condizione che si sappia ascoltare. E per ascoltare è necessario che non ci siano pregiudizi, che ognuno avverta nell’altro la propria comune radice umana. E soprattutto che il razzismo, anche sotto la forma dell’inconsapevolezza (che è altrettanto pericoloso e diffuso) non ci abbia già occupato il cervello. Invece, in una scuola media di Cerisano (a quanto racconta in una storia tenera e terribile firmata da Marco Cribari sull’Ora) la differenza tra pastelli e coltelli è saltata. Il ragazzino, naturalmente tunisino, che aveva i pastelli ha finito per essere sospettato di avere i coltelli.

Glielo si sarebbe potuto chiedere. Ma com’è noto i tunisini sono delinquenti e pericolosi (la linea della pericolosità muove dal Nord a Sud: napoletani più pericolosi dei romani, meno dei calabresi che però sono meno pericolosi dei siciliani che sono soltanto un po’ meglio dei tunisini e via sprofondando).

Così invece di chiedere al piccolo mostro tunisino di posare i coltelli sul tavolo, temendo che quello una volta tiratili fuori avrebbe potuto piantarglieli nella pancia anziché consegnarli educatamente come un ragazzino svizzero, hanno chiamato i carabinieri.

Loro, me li immagino impacciati, di fronte all’intera classe hanno afferrato lo zainetto del ragazzino e l’hanno svuotato. Solo quaderni e “pastelli” e niente “coltelli”.

Mi immagino anche i ragazzino. Lo vedo al centro dell’aula mentre tutti gli altri lo guardano (imbarazzati anche loro?) e iniziano a capire che quello lì può essere pericoloso. Del resto è più scuro di noi (che lo siamo più dei napoletani e via via salendo fino alle bionde solarità teutoniche).

E’ difficile, spiegano tutti gli esperti, rimarginare una ferita così dolorosa: per il tunisino e per tutti gli altri ragazzini, perfino per l'incolpevole ragazzina con cui aveva avuto uno scazzo e conserverà sensi di colpa.

Domanda: chi pagherà i danni?