Vino: l'oro rosso della Calabria

Vino: l'oro rosso della Calabria
vinoCalabria    L’attenzione che in questi ultimi mesi si è risvegliata sulla Calabria è un fatto positivo: grandi giornali stranieri, prestigiosi settimanali nazionali, reti televisive d’eccellenza, organizzazioni transoceaniche etc etc parlano di tante cose ma in particolare del nostro oro rosso, cioè il vino.

  Sono stati coinvolti giornalisti di settori chiave - come turismo ed enogastronomia - e con l’offerta complessiva enogastronomica, turistica e culturale, la Calabria si sta lentamente ricollocando nel sistema mediatico internazionale.

  Vedremo, però, se ora inizierà anche a penetrare nei principali mercati sul piano commerciale e turistico (cioè contratti e presenze), che e’ poi la cosa più importante al di là del miglioramento dell’immagine nostra complessiva.

   Da decenni sul comparto vino si invocava una svolta: qui operano fior di imprenditori, con passione e gusto, con intelligenza e ricerca.  Ora la Calabria porta, insieme alle sue etichette migliori, la propria storia, la propria cultura, le eccellenze enogastronomiche ed i territori: le sue coste, le sue montagne con i suoi tre parchi nazionali, ma anche le sue aree interne e rurali, con un patrimonio di paesaggi incontaminati e tradizioni antichissime.

  Al recente Vinitaly di Verona la Calabria ha, in particolare, presentato la propria offerta enologica, ricca di storia e tradizione, ma anche di innovazione, affinamento delle conoscenze enologiche ed approfondimento delle nuove tecniche. Non siamo più al dilettantismo dei decenni scorsi.

   Su tutto il territorio regionale nascono, infatti, vini che vantano una storia unica, un carattere deciso ed un gusto inimitabile, grazie alle caratteristiche dei terreni ed al clima particolarmente favorevole. La qualità dei vini calabresi sta crescendo grazie alla passione dei giovani e dei vecchi agricoltori che - con l’ausilio della ricerca dei migliori enologi nazionali - stanno migliorando le varietà genetiche e valorizzando i vitigni autoctoni. 

   Nel 2016 i vini calabresi hanno ottenuto numerosi riconoscimenti sia a livello nazionale che internazionale. Inoltre, nello scorso anno è aumentata in Calabria anche la produzione di vini biologici (+2,5% rispetto all’anno precedente, secondo i dati Sinab, aggiornati al 31/12/2015). La Calabria vanta oggi un patrimonio di circa 350 vitigni autoctoni preservati nel tempo grazie all’isolamento delle aree interne, con 12mila ettari di vigneti e una produzione di 400mila ettolitri di vino all’anno, di cui 70% rosso e 30% bianco.  Circa 10 milioni di bottiglie prodotte, di cui il 15% immesse sul mercato estero.

  I vitigni autoctoni calabresi danno vita a moltissime varietà di vino, tra cui nove con la certificazione DOP e nove con denominazione IGP.  Il grande patrimonio presente in Calabria comprende vitigni come il Gaglioppo, il Magliocco dolce, il Greco nero e quelli emergenti a bacca bianca, come il Mantonico, il Pecorello ma anche il Guardavalle, il Greco bianco, che stanno interessando i mercati nazionali e internazionali proprio per la loro originalità.

   L’obiettivo di pubblico e privato non può, dunque, che essere quello di potenziare e valorizzare questa grande filiera vitivinicola. Oltre agli interventi previsti dal Programma di Sviluppo Rurale 2014/2020, attraverso il quale si punta a potenziare la competitività, l’innovazione del settore e l’incremento occupazionale, soprattutto dei giovani, il comparto deve infatti essere sostenuto attraverso la promozione sui mercati terzi, la ristrutturazione e la riconversione dei vigneti, gli investimenti e la vendemmia verde.

   Insomma, anche qui qualcosa si sta muovendo dopo anni e anni di grigiore ma c’e’ un grande lavoro da fare.   Conclusione: e’ tutto a posto? No, certamente. Ci sono ancora errori, smagliature, provincialismi, disfunzioni, pigrizie, egoismi territoriali, a volte improvvisazioni ma la strada – non c’e’ dubbio - e’ questa e deve essere perseguita correggendo in fretta quel che non va.