LE RECENSIONI di MARIA FRANCO. Due vite, Emanuele Trevi (Neri Pozza)

LE RECENSIONI di MARIA FRANCO. Due vite, Emanuele Trevi (Neri Pozza)

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«Saranno davvero esistite due persone come Rocco e Pia? E di chi possiamo dire con certezza che ha avuto una vita felice, o infelice? Non è forse, di ogni emozione che accade davvero in noi, di ogni parola davvero importante, vero anche il contrario?»

Se non c’è alcun dubbio che siano davvero esistiti Rocco Carbone e Pia Pera, è certo che, qualunque sia stata l’emozione dominante la loro vita, entrambi resteranno felici per sempre grazie a Due vite, il libro di Emanuele Trevi, edito da Neri Pozza, in lizza per lo Strega 2021, che ne ripercorre le forti, originali e contrapposte personalità.

«Intensa, dotata di un’anima prensile e sensibile, incline all’illusione, facile a risentirsi», Pia Pera, donna «timida» e «sfrontata», traduttrice finissima di grandi autori russi, capace, nella malattia, di mettere in atto eccezionali «processi di semplificazione e di pulizia interiore», rivelando «enormi riserve di saggezza e forza d’animo».

Nato a Reggio Calabria e cresciuto a Cosoleto, la madre maestra e il padre sindaco del paesino calabro, morto prematuramente in un incidente stradale, Rocco Carbone «era una di quelle persone destinate ad assomigliare, sempre di più con l’andare del tempo, al proprio nome. Fenomeno inspiegabile, ma non così raro. Rocco Carbone suona, in effetti, come una perizia geologica. E molti lati del suo carattere per niente facile suggerivano un’ostinazione, una rigidità da regno minerale. A patto di ricordare, con i vecchi alchimisti, che non esiste in natura nulla di più psichico delle pietre e dei metalli.»

Dice Emanuele Trevi che «scrivere di una persona reale e scrivere di un personaggio immaginato alla fine dei conti è la stessa cosa: bisogna ottenere il massimo nell’immaginazione di chi legge utilizzando il poco che il linguaggio ci offre. Far divampare un fuoco psicologico da qualche fraschetta umida raccattata qua e là.»

Nelle pagine di Due vite, le “persone” Rocco Carbone e Pia Pera divengono – grazie al filtro di una scrittura limpida, misurata, empatica senza smancerie – “personaggi” di grande pregnanza e di plastica evidenza e, nello stesso tempo, i due “personaggi”, stilisticamente “autentici”, appaiono “persone” nella complessa sfaccettatura del loro essere, l’una Pia e l’altro Rocco.

«Parlare della vita di Rocco significa necessariamente parlare della sua infelicità, e ammettere che faceva parte della schiera predestinata dei nati sotto Saturno. Ma come definire ciò di cui soffriva Rocco? Volendo far coincidere esattamente un nome alla cosa, alla fine bisognerebbe coniare un nuovo termine, tipo “rocchite”, “rocchíasi”». Studioso dei meccanismi della narrativa, Rocco Carbone avrebbe avuto una facile carriera universitaria (negli ultimi anni, fu insegnante nella sezione femminile del carcere di Rebibbia), ma volle votarsi alla letteratura con l’assolutezza dell’«asceta».

«A partire dal primo libro, e per i quindici anni successivi, fino al giorno della morte, Rocco ha praticato meticolosamente, ostinatamente una specie di penitenza che consisteva nella scrittura di romanzi. Come se scavasse una galleria in una montagna di dolore, di sconforto. Ma con l’idea implicita che, una volta sbucato dall’altra parte, avrebbe trovato le stesse identiche cose che c’erano al punto di partenza.»

Una narrativa alta, lontana dalle mode e dagli interessi commerciali, in cui la strutturale difficoltà di vivere diventava l’implicita affermazione che – parole di Chiara Gamberale – «è proprio quella cosa che di te pensi non vada, quella che più funziona».

Romanzo breve sull’amicizia profonda, sullo scambio che produce un’unità particolare tra persone diverse; racconto lungo che realizza la convinzione di fondo – «L’unica cosa importante in questo tipo di ritratti scritti è cercare la distanza giusta, che è lo stile dell’unicità.», Due vite ha anche il merito di far conoscere ad un pubblico più vasto due autori che meritano di essere letti.

Non rientrati nella dozzina dello Strega Il popolo di mezzo di Mimmo Gangemi e Lettere alla moglie di Hagenbach di Giuseppe Aloe, la Calabria trova un posto importante nel più importante premio letterario italiano con il libro di Trevi, già autore de Il popolo di legno, di ambientazione calabrese.

Emanuele Trevi Due vite Neri Pozza, pagg.128. euro 17, 25