REGGIO. Emergenza fogne, M5S VS Commissari prefettizi: la città sta morendo

REGGIO. Emergenza fogne, M5S VS Commissari prefettizi: la città sta morendo
Riceviamo e pubblichiamo:
 
“Non ce la facciamo più e lanciamo una petizione popolare per l'emergenza depurazione acque e delle reti fognarie”. Sostiene Giovanni Belmonte, organizer del Meetup 162 Reggio del Movimento 5 Stelle che aggiunge, “ha ragione Sua Eccellenza Morosini nel dire che siamo un vagone da sopprimere di un treno che non ci vuole più”. E aggiunge, “che ci stanno a fare i dormienti Commissari prefettizi prorogati se la città sta morendo, mentre si buttano via decine di milioni dei Por. Siamo allo sbando, noi rivogliamo non la giunta sciolta per mafia, ma uomini che governino la città. Il Governatore fa solo campagna elettorale e il presidente della Provincia cerca solo una candidatura”. E Pietro Di Pietro, sempre del Meetup 162 del Movimento 5 Stelle aggiunge, “siamo alle solite, si parla di risorse di milioni di euro per i depuratori, come nel 2003, come nel 2006, ma di fatto non é stato realizzato nessun intervento per risolvere l'atavica problematica fognaria della città”. In effetti, Di Pietro ricorda che il 22 giugno 2012, il Codacons presentò una petizione popolare di circa 300 firme all'assessorato comunale ai lavori pubblici per il rifacimento delle reti fognarie, la bonifica delle aree soggette ad inquinamento causate da fogne a cielo aperto e l'emergenza depuratori della città. Sei giorni dopo l'assessore Morisani convocò i cittadini e il Codacons, illustrando le iniziative di competenza del suo assessorato. Gli interventi riguardavano la sostituzione o il ripristino delle pompe di risalita, il disallaccio delle condutture fognarie abusive, il rifacimento delle reti fognarie e l'ammodernamento dei depuratori, mentre per la bonifica del territorio se ne sarebbe occupato il settore Qualità e Ambiente per una somma complessiva di 35 milioni di euro provenienti dai fondi Por. Da realizzare entro un anno, con inizio dei lavori il 28 febbraio 2013. Di Pietro desolato sostiene, “dopo un anno non c'é stato nessun avvio dei lavori, la situazione ambientale peggiora, non abbiamo lavoro, l'acqua é salata proprio come le bollette”. Belmonte insiste, “le strade sono piene di buche, le auto si sfasciano, non c'é lavoro, aumentano le tasse nascoste da sigle misteriose con cui ci prendono in giro, e ci abbandonano in fogne a cielo aperto”. Belmonte ricorda anche che il Cipe deliberò interventi e risorse finanziarie attraverso il ministero dell'Ambiente, con nota 47/VMU del 21 marzo 2006, pari ad un importo di 20 milioni di euro, a seguito della conversione del DLN 90/2005 sull'emergenza in Calabria per la depurazione delle acque. Al tempo, il ministero dell'Ambiente assegnò 5 milioni di euro per interventi nel settore depuratori. “Soldi, soldi, soldi”, dice Belmonte, “si gettano milioni di euro, in tempi di crisi e fame, e i signori della politica, che hanno governato in questi anni con escort, nani e ballerine, vanno e vengono in aereo sulla tratta Reggio – Roma, con staff al seguito; preoccupati delle loro tasche e con lauti quanto quasi sempre improduttivi stipendi, quelli della Regione che nessuno si abbassa, né dirigenti né consulenti, né politici. Nelle fogne qualcuno ci deve andare decidete voi, o loro o noi !”.