Riceviamo e pubblichiamo:
“Diciamo basta ai teatrini politico scopellitiani calabresi e al costo proibitivo del denaro in Calabria, ai fondi europei Jeremie non utilizzati, alla Regione che latita”, denuncia Giovanni Belmonte, organizer del meetup 162 del Movimento 5 Stelle. “Fa paura il futuro in una terra di eccellenze dal bergamotto, all’olio, al vino al kiwi, al gelsomino”, aggiunge, “se nei prossimi mesi, non ci saranno cambiamenti ed aiuti concreti, si rischia di far sparire l’intero tessuto produttivo regionale, incentrato sulla microimpresa”. Per Belmonte, “fa paura il nuovo record negativo della Calabria che ha la situazione peggiore nella corresponsione degli interessi ossia nel costo che il credito ha per azienda”. Sono i dati di Confartigianato, che rivelano che le piccole e medie imprese calabresi sono costrette a pagare i tassi di interesse maggiori rispetto al resto d'Italia raggiungendo picchi del 10,60%. Un vero e proprio argine allo sviluppo del territorio che contribuisce ad impedire alle aziende calabresi, costrette a pagare molto pur ottenendo prestiti con grandi difficoltà, l'uscita dalla crisi. A Crotone, dove i tassi di interesse si attestano all’8,37%, il denaro costa più del doppio rispetto a Bolzano con una differenza di ben 460 punti base (4.6%). Vibo Valentia (7,85%) e Catanzaro (7,73%). La diminuzione ha colpito in particolare le imprese con meno di 20 addetti e tra le regioni che stanno peggio c'è la Calabria con una riduzione del 7.5 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. A questo si assommano le cosiddette ’criticità’ emerse nell’attuazione della prima fase dei fondi Jeremie Calabria, creato dalla Commissione europea e dal Fondo europeo, Banca del Mezzogiorno – Mediocredito Centrale gestisce una dotazione di 42 milioni di Euro, di cui il 50% con provvista del FEI, da erogare entro il 31 dicembre 2015, per gli investimenti al fine di facilitare l’accesso al credito delle piccole e medie imprese. Ma quali sono le criticità ? Forse quanto denunciato da Confindustria di Reggio Calabria, lo scorso ottobre, che lamentava che “dei 95 milioni di euro da concedere alle piccole e medie imprese entro il 2015, secondo quanto ci risulta, gli istituti di credito selezionati dal Fondo Europeo per gli Investimenti fino a oggi hanno erogato a malapena un milione". Del resto, il Rapporto Finale del Workshop Tecnico sul sistema del Microcredito in Italia, datato 24 febbraio 2012, firmato da Ente nazionale per il microcredito e Commissione Ue rilevava “scarsa informazione”, “difficoltà di trovare operatori competenti”, “elevati ritardi dei decreti attuativi”, “eccessiva burocrazia”, “scarsa predisposizione degli istituti di credito a usare Jeremie”. “Bene”, dice Belmonte, “all’ultima riunione romana, di due settimane fa, l’ex sindaco sciolto del Comune, sciolto per mafia, Demi Arena, ora promosso assessore alle attività produttive, se ne stava beatamente in ufficio, o a casa o in vacanza, ed era presente solo ‘telefonicamente’. A parte che il ‘curioso metodo Caligiuri’, utilizzato volentieri in Regione, di creare commissioni di esperti, di ‘dipendenti dell’assessorato’, che poi danno i punteggi a società, associazioni, festival, cooperative e aziende, che poi accedono ai contributi, lascia immaginare a variegati teatrini della politica.