
NOSTRO SERVIZIO. La Calabria è nuovamente finita sulla prima pagina del Corriere della Sera in un servizio di Gian Antonio Stella. E non per nobili motivi. Questa volta il giornalista del Corsera rilancia uno scoop del Corriere della Calabria firmato da Pietro Bellantoni, una delle firme di punta della rivista di Paolo Pollichieni.
Che ha scoperto Bellantoni e rilanciato Stella? Che la Regione Calabria ha fatto una serie di leggi e decreti per decidere che il Bur non avrebbe più dovuto avere vita cartacea ma sarebbe stato pubblicato solo nell’edizione online. Una decisione per metterci al passo col tempo della modernità e soprattutto per risparmiare una barca di quattrini, tanto più che il nostro cartaceo curiosamente costa nove volte di più di quanto costava al Veneto quando (passato remoto) i veneti stampavano il loro.
Sia chiaro: le diversità di costo non sempre sono scandalose: una strada da scavare tra le rocce calabresi e una da costruire in pianura non sono la stessa cosa. Ma se lo stesso stampato costa 1.682.859 euro più 77 centesimi in Calabria e soltanto 195mila euro, senza alcun centesimo, in Veneto la cosa diventa imbarazzante (se non si dimostra che ogni singola copia è stata decorata a mano dal signor Van Gogh).
Ma al di là di tutti questi aspetti ce n’è un altro curioso: da anni abbiamo deciso con legge che il Bollettino non si stampa più. Invece continua a venire stampato come se niente fosse. Possibile che la Regione Calabria non riesca ad imporre le proprie leggi e i suoi decreti neanche alla Regione Calabria, cioè alle strutture che da essa dipendono direttamente?
Gian Antonio Stella nota maliziosamente che la tipografia che stampa il bollettino è della famiglia Abramo e ricorda che Sergio Abramo è sindaco di Catanzaro, nonché pedina importante del successo elettorale del Cdx che ha eletto Governatore Scopelliti.
Ma noi pensiamo: la solita malizia-malignità di quelli del Nord.
Certo, anche voi pensate: i soliti calabresi Cogxxxxx.