Facevano capo al clan di 'ndrangheta ''degli zingari'' per l'approvvigionamento della droga, pur non essendo organiche a gruppi criminali, le persone arrestate stamani dalla squadra mobile di Cosenza perché accusate di fare parte di una rete di spaccio attiva in città, soprattutto nel centro storico. E' quanto hanno accertato gli investigatori al termine di sette mesi di indagine condotta con numerose intercettazioni ambientali e telefoniche.
L'inchiesta ha preso spunto dall'arresto, avvenuto il 4 ottobre del 2012, di Delphine Perrone, 33 anni. Dagli accertamenti svolti dalla mobile per circoscrivere l'ambito criminale in cui la donna operava, sono emersi elementi che delineavano l'esistenza di una una articolata struttura finalizzata a rifornire gli assuntori di ogni genere di sostanza stupefacente. Nel corso delle indagini, infatti, gli investigatori hanno documentato numerosi episodi di spaccio di eroina, cocaina, hascisc e marijuana.
Nel corso dell'operazione sono state eseguite numerose perquisizioni con il sequestro di materiale ritenuto utile alle indagini e di alcune dosi di marijuana. Le indagini proseguono per raccogliere ulteriori elementi su altri soggetti dediti allo spaccio e sui canali di rifornimento dello stupefacente.
Nel corso dell'operazione, eseguita dalla squadra mobile insieme a unità del Reparto prevenzione crimine Calabria settentrionale e ad unità cinofile, sono stati arrestati e portati in carcere Walter Filice, 21 anni; Mario Sacco, detto Maurizio (52); Michele Aiello (25); Italo Luigi Lorenzo, alias ''u' nasone'' (52); Agostino Ritacco
(34); Antonio Di Fino, alias "u' cinese" (26); Aldo Iulianelli (26), già detenuto.
Ai domiciliari sono stati posti Marco Paura (26); Carmine Anzillotti (25); Rolando Liguori (40); Salvatore Cardellicchio (40); Francesco Mastroianni, detto Gianfranco (42); Andrea La Ratta (37); Daniele Perri (26). Infine, ad Angelina Presta (28), è stata notificata un'ordinanza di obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.