RUBY TER. B avvocati e Olgettineindagati per corruzione in atti giudiziari - di F. BRUNATI*

RUBY TER. B avvocati e Olgettineindagati per corruzione in atti giudiziari - di F. BRUNATI*

MILANO. Il 'Ruby ter day' è cominciato alle 10.59 di questa mattina 23 gennaio, tra qualche battuta sulla "giustizia ad orologeria", e preceduto da una nota ufficiale con cui il Procuratore della Repubblica Edmondo Bruti Liberati ha convocato i cronisti del Palazzo di Giustizia di Milano nell'anticamera del suo ufficio per leggere un comunicato di poche righe: Silvio Berlusconi, i suoi difensori Niccolò Ghedini e Piero Longo, la bella Rubacuori, l'avvocato Luca Giuliante e altre quaranta persone, tra cui le ospiti delle feste ad Arcore, parlamentari ed ex parlamentari, da oggi sono iscritti nel registro degli indagati nella nuova inchiesta scaturita dalla trasmissione degli atti dei due collegi del Tribunale che hanno giudicato e condannato il Cavaliere ed Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti.

Così ha preso il via l'inchiesta, straannunciata e per dirla con le parole di Bruti "dovuta", in cui il leader di Forza Italia con i suoi legali, Ruby e Giuliante, e 19 ospiti alle feste ad Arcore sono accusati di corruzione in atti giudiziari.

In più, Giuliante con Karima El Marough rispondono anche di rivelazione di segreto inerente a un procedimento penale per via dell'"anomalo" e "irrituale" interrogatorio a cui venne sottoposta la giovane, ancora minorenne, nella notte tra il 6 e 7 ottobre del 2010 a Milano, nello studio del legale. E' contestata invece solo la falsa testimonianza al commissario di polizia, Giorgia Iafrate, all'ex viceministro degli Esteri Bruno Archi, all'ex sottosegretario Valentino Valentini, all' europarlamentare Licia Ronzulli, alla deputata e collaboratrice di Berlusconi, Maria Rosaria Rossi, all'ex massaggiatore del Milan ed ex consigliere regionale Giorgio Puricelli.

E poi ancora a Carlo Rossella, presidente di Medusa, al cantante e amico di una vita dell'ex premier, Mariano Apicella, e al pianista Danilo Mariani. Il padre di Ruby è invece finito sotto inchiesta per avere negato di essere a conoscenza delle serate, delle frequentazioni e dei 'compensi' presi dalla figlia. Indagata anche Diana Maria Osorio Iriarte, giovane colombiana, accusata non solo di aver detto il falso ma anche di calunnia.

Ad occuparsi delle indagini, non sara' il procuratore aggiunto Ilda Boccassini, bensi' il suo collega Pietro Forno affiancato dal pm Luca Gaglio, ora già al lavoro sulle carte: a loro il compito di far luce su quel presunto maxi "inquinamento probatorio" indicato dai giudici del Tribunale, emerso nelle intercettazioni (pare con l'aggiunta di alcune inedite) e che si sarebbe concretizzato con i versamenti di 2.500 euro al mese se non di più - "un aiuto", come l'ha definito Berlusconi, sospeso però da qualche settimana - e altri benefit alle ragazze, future testimoni nei due processi.

Testi, si sospetta, che sarebbero stati addomesticati se non comprati per raccontare in aula bugie e per trasformare le serate a luci rosse in "conviviali" ed "eleganti" e il "bunga-bunga" in spettacoli di "burlesque". La giovane marocchina avrebbe mentito anche "con modalità che non lasciano dubbi", hanno scritto i giudici, non solo sulle feste ma anche sui suoi rapporti intimi con il Cavaliere e sul fatto che l'allora presidente del Consiglio "conosceva la sua minore età". Inoltre la ragazza ha sempre negato di aver fatto sesso in cambio di denaro. E, secondo il Tribunale, il leader di Forza Italia avrebbe pagato il suo silenzio con circa 5 milioni, si ipotizza.

Da qui l'ipotesi di corruzione in atti giudiziari che riguarda però, oltre a Giuliante e 19 delle ospiti ad Arcore (tra cui Iris Berardi, le gemelle De Vivo, Barbara Guerra, Elisa Toti, Roberta Bonasia, Alessandra Sorcinelli e la giornalista di Mediaset Silvia Trevaini) anche Ghedini e Longo: gli storici difensori dell'ex premier avrebbero "partecipato nella loro qualità di difensori" alla riunione a Villa San Martino del 15 gennaio 2011, il giorno dopo la raffica di perquisizioni. Una riunione alla quale parteciparono 18 'olgettine' convocate dall'ex capo del Governo in vista delle loro deposizioni al processo a suo "favore". "E' un atto dovuto", hanno commentato i due avvocati-parlamentari, certi che il tutto finirà con "una richiesta di archiviazione".

*giornalista ansa