Oltre un migliaio di persone ha partecipato stasera alla fiaccolata promossa
dalla Diocesi di Cassano allo Ionio e dall'Amministrazione comunale per dire "No
alla violenza e a ogni forma di vita che si nutre di malaffare" dopo il triplice
omicidio del bambino di tre anni Nicolas "Coco'", del nonno Giuseppe Iannicelli
e della compagna di quest'ultimo Ibtissam Touss i cui cadaveri sono stati poi
dati alle fiamme dentro un'auto. La fiaccolata e' partita da piazza Cappuccini e
si e' conclusa dopo aver percorso in silenzio le principali strade del borgo
antico, in piazza San Eusebio, davanti la Cattedrale. Vi hanno partecipato
rappresentanti dell'Amministrazione comunale e di altre realta' del territorio,
il presidente della Provincia di Reggio Calabria
Giuseppe Raffa, quello della Provincia di Cosenza Mario Oliverio ed il
presidente della Commissione anti 'ndrangheta della Regione Calabria Salvatore Magaro'. "Se stiamo qui - ha detto il
vescovo di Cassano e segretario della Cei mons. Nunzio Galantino - e' per
ritrovare la voglia di rimetterci in cammino; e' per dire che, come non ha senso
esaltarsi fino a perdere il senso della realta', cosi' non e' possibile lasciare
che bruci, come quei corpi carbonizzati che ho visto estrarre dalle lamiere
domenica mattina, la voglia di continuare a camminare, a sperare e a sognare di
tanta gente perbene. Ne' io ne' voi abbiamo il potere di far tornare a vivere i
resti carbonizzati di Coco' ne' quelli delle altre vittime. Un potere pero' ce
l'abbiamo: di non rendere la morte una sorta di macigno che non lascia scampo a
nessuno. Non siamo qui per esprimere un generico senso di pieta'. Sarebbe troppo
poco. La marcia di stasera vuol dire, a partire dall'odore acre di quei corpi
bruciati e abbandonati, che qui a Cassano c'e' gente che non la pensa
assolutamente ne' come chi ha ucciso ignorando lo sguardo certamente implorante
del piccolo Coco' ne' come chi fa del malaffare il suo stile di vita, che
rivendica il diritto di vivere in maniera onesta. Chi ha ucciso Coco' gli ha
detto: 'Tu non vali niente'; 'i tuoi sogni e le tue speranze non mi
interessano'". ''Che Chiesa e' la nostra - si e' poi chiesto il Vescovo - se
continua indisturbata a mettere in scena cerimonie che non contribuiscono a
'sentire male al petto' per famiglie senza piu' punti di riferimento? Se non
avverte in maniera responsabile il bisogno di stare per strada; non solo per far
processioni o per accompagnare morti al cimitero, ma anche per mettersi alla
ricerca dei poveri cristi che, oggi piu' che mai, cercano un poco di luce?".
Mons. Galantino, infine, ha ricordato la visita fatta nel carcere di
Castrovillari. "Sono andato - ha detto - a incontrare la mamma ed il papa' di
Coco', oltre alle sue due nonne. Ho detto loro che stasera avremmo sentito
presenti anche loro in cammino con noi su una strada diversa: fatta di voglia di
riscatto e di voglia di vita nuova. Con loro e con noi, vogliamo sentire in
cammino anche il loro bambino. Insieme vogliamo camminare in nome della voglia
di vivere di Coco' e di tutti i nostri bambini. Vogliamo camminare per dire
insieme no alla violenza e a ogni forma di vita che si nutre di malaffare".
dalla Diocesi di Cassano allo Ionio e dall'Amministrazione comunale per dire "No
alla violenza e a ogni forma di vita che si nutre di malaffare" dopo il triplice
omicidio del bambino di tre anni Nicolas "Coco'", del nonno Giuseppe Iannicelli
e della compagna di quest'ultimo Ibtissam Touss i cui cadaveri sono stati poi
dati alle fiamme dentro un'auto. La fiaccolata e' partita da piazza Cappuccini e
si e' conclusa dopo aver percorso in silenzio le principali strade del borgo
antico, in piazza San Eusebio, davanti la Cattedrale. Vi hanno partecipato
rappresentanti dell'Amministrazione comunale e di altre realta' del territorio,
il presidente della Provincia di Reggio Calabria
Giuseppe Raffa, quello della Provincia di Cosenza Mario Oliverio ed il
presidente della Commissione anti 'ndrangheta della Regione Calabria Salvatore Magaro'. "Se stiamo qui - ha detto il
vescovo di Cassano e segretario della Cei mons. Nunzio Galantino - e' per
ritrovare la voglia di rimetterci in cammino; e' per dire che, come non ha senso
esaltarsi fino a perdere il senso della realta', cosi' non e' possibile lasciare
che bruci, come quei corpi carbonizzati che ho visto estrarre dalle lamiere
domenica mattina, la voglia di continuare a camminare, a sperare e a sognare di
tanta gente perbene. Ne' io ne' voi abbiamo il potere di far tornare a vivere i
resti carbonizzati di Coco' ne' quelli delle altre vittime. Un potere pero' ce
l'abbiamo: di non rendere la morte una sorta di macigno che non lascia scampo a
nessuno. Non siamo qui per esprimere un generico senso di pieta'. Sarebbe troppo
poco. La marcia di stasera vuol dire, a partire dall'odore acre di quei corpi
bruciati e abbandonati, che qui a Cassano c'e' gente che non la pensa
assolutamente ne' come chi ha ucciso ignorando lo sguardo certamente implorante
del piccolo Coco' ne' come chi fa del malaffare il suo stile di vita, che
rivendica il diritto di vivere in maniera onesta. Chi ha ucciso Coco' gli ha
detto: 'Tu non vali niente'; 'i tuoi sogni e le tue speranze non mi
interessano'". ''Che Chiesa e' la nostra - si e' poi chiesto il Vescovo - se
continua indisturbata a mettere in scena cerimonie che non contribuiscono a
'sentire male al petto' per famiglie senza piu' punti di riferimento? Se non
avverte in maniera responsabile il bisogno di stare per strada; non solo per far
processioni o per accompagnare morti al cimitero, ma anche per mettersi alla
ricerca dei poveri cristi che, oggi piu' che mai, cercano un poco di luce?".
Mons. Galantino, infine, ha ricordato la visita fatta nel carcere di
Castrovillari. "Sono andato - ha detto - a incontrare la mamma ed il papa' di
Coco', oltre alle sue due nonne. Ho detto loro che stasera avremmo sentito
presenti anche loro in cammino con noi su una strada diversa: fatta di voglia di
riscatto e di voglia di vita nuova. Con loro e con noi, vogliamo sentire in
cammino anche il loro bambino. Insieme vogliamo camminare in nome della voglia
di vivere di Coco' e di tutti i nostri bambini. Vogliamo camminare per dire
insieme no alla violenza e a ogni forma di vita che si nutre di malaffare".