Decine di ville realizzate su un ex terreno agricolo prospiciente il mare destinato ad uso turistico-residenziale grazie alla complicità di settori amministrativi comunali: è questo il complesso "Gioiello del mare" sequestrato dalla Guardia di finanza a Brancaleone ed alla cui realizzazione erano interessate le cosche di 'ndrangheta degli Aquino e dei Morabito.
Il cambio d'uso del terreno sul quale è stato realizzato il complesso turistico è stato ottenuto, secondo quanto è emerso dalle indagini, grazie ad una variante dello strumento urbanistico comunale che sarebbe stata illegittima.
Tra le cinque persone denunciate c'è anche il dirigente dell'ufficio tecnico del Comune di Brancaleone, l'architetto Carmelo Borrello, di 45 anni, responsabile del procedimento in base al quale è stato realizzato il complesso turistico.
Il sequestro e le denunce di oggi rappresentano il seguito dell'operazione Metropolis che nel marzo del 2013 portò all'arresto di alcuni imprenditori collegati alle stesse cosche di 'ndrangheta coinvolte nell'operazione odierna. Tra di loro, due, Antonio Cuppari, di 50 anni, e Domenico Vitale, di 40, sono tra i cinque denunciati di oggi.
Le altre persone coinvolte sono gli imprenditori Antonio Toscano, di 43 anni, e Antonino Iriti, di 56.