nostro servizio - Mai più le Centrali a carbone in Calabria. Non solo bisogna non farle ma neanche pensare di poterle fare. E’ questa la sintesi dei convincimenti del senatore Domenico Scilipoti, il siciliano eletto in Calabria nelle liste di Forza Italia, il solo rimasto con Berlusconi anziché passare col Ncd di Scopelliti.
"Lo Spirito Santo ci illumini", ha detto il senatore.
E si è chiesto: "Ma è conveniente che una Regione turistica come la Calabria, con un piano energetico che vieta l'uso del fossile, annoveri una centrale a carbone? Lo sviluppo naturale della Calabria ci porta dalla parte diametralmente opposta".
"Ci siamo chiesti cosa accadrà tra 10 o 20 anni? Che fine faranno i prodotti agroalimentari, le colture, il pescato, il mare, il turismo e l'ambiente?". Insomma, "La costruzione di una simile opera determinerà la fine dello sviluppo turistico della Calabria introducendo nella stessa la nota stonata dell'industrializzazione che nulla ha a che vedere con le valenze del territorio, né con la storia o con la cultura del luogo".
Infine la convenienza in termini di sviluppo: "Che fine faranno le piccole e medie imprese?", "chi comprerà l'olio dell'area grecanica e gli altri prodotti? chi sceglierà questi luoghi quale meta turistica? Ed il bergamotto, che nonostante la vastità del globo terrestre riesce a fruttificare solo in un tratto della fascia Jonica