MAFIA. Nella sola Modena segnalate piùoperazioni sospette dell'intera Calabria

MAFIA. Nella sola Modena segnalate piùoperazioni sospette dell'intera Calabria

L'Emilia-Romagna e' al quarto posto in Italia per il numero di segnalazioni di operazioni economiche sospette e Modena, da sola, batte l'intera Calabria. A segnalare che l'Emilia-Romagna "con 2.480 segnalazioni sospette nel semestre esaminato, e' al quarto posto, pari merito col Veneto, fra tutte le regioni italiane", per numero di segnalazioni di operazioni non trasparenti e "seconda dopo Lombardia fra quelle a nord del Lazio", e' Franco Zavatti, coordinatore regionale della Cgil sicurezza, che da tempo si occupa del tema infiltrazioni. In particolare, per la provincia di Modena Zavatti spiega come "dal modenese nel solo 2013 sono arrivate 362 segnalazioni di operazioni sospette, contro le 331 dell'intera Calabria", e che "nella mappatura geografica delle province e con diverse gradazioni dei colori, riportata dal rapporto Uif (Unita' di informazione finanziaria della Banca d'Italia, i territori di Modena e Reggio sono colorati vicino al rosso cupo", e se "e' probabile che la' siano piu' disattenti e' anche probabile che qui si concentrino forti e crescenti attivita' malavitose di possibile riciclaggio".

Altra grave criticità "sta nel crescente divario fra l'impegno degli operatori di banche e Poste nel segnalare i sospetti, e l'arretramento del vasto mondo dei professionisti- sottolinea Zavatti, toccando un punto gia' oggetto in passato di aspre polemiche- che in ogni caso, nei fatti, vede, tocca ed assiste tali operazioni economiche sospette". A parte i notai "dai quali proviene il 90% di segnalazioni dell'intero mondo delle professioni- continua Zavatti- solamente 65 casi segnalati vengono dai commercialisti e consulenti del lavoro di tutta Italia, 20 dagli avvocati e studi associati dell'intero Paese e soltanto tre da tutti i revisori contabili nazionali".

Numeri bassi che si registrano anche in l'Emilia Romagna: "Dividendo per dieci questi numeri", spiega infatti Zavatti "si ottengono i numeri delle segnalazioni dai professionisti emiliano-romagnoli", che indicano "un'assenza e una collusione incredibile, da affrontare con grande fermezza e senza inutili demagogie". La Cgil sottolinea inoltre come la situazione sia "aggravata dall’entità economica di quanto essi segnalano e soprattutto dalla lentezza nei tempi di allarme", in quanto "mentre dagli sportelli bancari arrivano i dati sospetti all'Uif entro 34 giorni, dai revisori contabili giungono dopo 113 giorni e dagli altri professionisti dopo 205 giorni".