CATANZARO. Albano, Tallini e i bambini senza mensa - di DONATO MORELLI

CATANZARO. Albano, Tallini e i bambini senza mensa - di DONATO MORELLI

mas      di DONATO MORELLI - C’è grande solidarietà tra i potenti di Catanzaro. Nessuno gioca a fare la spalla liscia. Quando c’è da risolvere problemi ventre a terra e tutti a sudare coll’orecchio attaccato al telefonino. Il problema c’è, ma sono tutti mobilitati. “Perché noi stiamo provando di tutto: c’è Stefania Lo Giudice poverina che non ce la fa più, Stefania, Sergio, Molica…” spiega nella cornetta portatile la signora Gabriella Albano,

ora consigliera regionale, parlando con l’assessore della Regione Calabria Mimmo Tallini.

Stefania, Sergio, Molica pare si stiano impegnando a tener buona “questa qui”, che poi sarebbe Caterina Anania, dirigente della Vivaldi, scuola comprensiva di Catanzaro Lido che, insieme ai genitori, ed ad altri dirigenti scolastici di Catanzaro, non ne vuol più sapere di utilizzare i pasti della Siarc che ha vinto l’appalto per la fornire le scuole del Comune. Ma “quella lì” a difesa dei bambini del suo istituto non ne vuol proprio sapere.

Nato il problema bisogna trovare la soluzione. La Albano vuole che si parli con Mercurio che è il direttore dell’Istituto scolastico regionale. Del resto, par di capire, non è lui che deve far comprendere ai direttori delle scuole comunali come ci si comporta con la Siarc e perché si debbano usare i suoi pasti?

Dice la Albano a Tallini: «Ti ho chiamato per una cosa, perché ancora questa storia della mensa di questa qui a Catanzaro Lido che sta facendo il bordello non vuole fare entrare la Siarc, non può vendere i pasti dice ai consiglieri che i sei pasti che abbiamo fatto li hanno dovuti dare ai cani perché non sono buoni... Cioè qua qualcuno... siccome l'unico che può dirgli qualcosa a questa... perché noi stiamo provando di tutto…”. Poi la proposta: “Bisogna parlare con Mercurio”.

Tallini pensa rapido. Il problema è scolastico? Allora, è culturale. Allora ci vuole Caligiuri, assessore regionale alla cultura e intellettuale calabrese. Chi meglio di lui può affrontare il tema di quel che devono mangiare i bambini di Catanzaro Lido?

Anche la signora Albano pensa rapido. L’idea di discutere dei pasti Siarc, che non piacciono alla direttora, con Caligiuri perché chiarisca le ide a Mercurio, le pare geniale. Decide di getto: «Lo chiamo io a Mario e gli dico di chiamarlo lui... (a Mercurio, ndr). Non è possibile guarda questa qua ci sta rendendo la vita impossibile». E ancora: «Cioè che l'hanno dovuta dare ai cani i pasti cioè non si può parlare in questi termini... Questa sta facendo un casino... stamattina la scuola allagata, chissà come mai... sta facendo un bordello... quello che sta facendo questa qui non avete idea proprio, comunque dammi il numero di Mario che lo chiamo... perché bisogna parlare con Mercurio».

Ecco cosa significa per una classe dirigente gettare il cuore oltre l’ostacolo.

Purtroppo non è agli atti l’intercettazione (eventuale) della telefonata tra la signora Albano e l’assessore Caligiuri, né sappiamo se c’è mai stata e se Mercurio ha affrontato la delicata questione con l’assessore regionale alla cultura. Impossibile, quindi, valutare la qualità del lavoro di squadra.

P.S. Secondo la Digos, che lo appunta nel suo rapporto, la signora Gabriella Albano, neo consigliere della Regione Calabria, è la sorella di Simona Albano, proprietaria della Siarc di Catanzaro.