CALABRIA. Cgil, dichiarazioni MOretti schiaffo agli italiani che hanno problremi

CALABRIA. Cgil, dichiarazioni MOretti schiaffo agli italiani che hanno problremi
"Non ci hanno stupito molto le dichiarazioni di Mauro Moretti sugli stipendi dei manager. Abbiamo avvertito solo un sentimento di rabbia e di amarezza perche' quelle dichiarazioni stridono fortemente con le condizioni materiali drammatiche in cui si trovano milioni di lavoratori, disoccupati, precari e pensionati in Calabria, nel Mezzogiorno ed in tutto il Paese". Lo affermano, in una nota congiunta, il segretario generale della Cgil calabrese, Michele Gravano e il segretario generale della Filt-Cgil Calabria, Nino Costantino.
 
"Un manager pubblico - sostengono Gravano e Costantino - non puo' fare simili affermazioni perche' sono uno schiaffo insopportabile a chi non riesce a dare tranquillita' alla propria famiglia e ad immaginare un futuro sereno per i propri figli. Ma Moretti sa che il 20 per cento degli italiani non percepisce reddito? E che un altro 20 per cento, gran parte dei pensionati calabresi per esempio, raggiunge a malapena 8.500 euro l'anno che equivale all'uno per cento del suo stipendio? Ed immagina Moretti l'impatto devastante che quelle parole possono avere sulle persone e soprattutto sulle ragazze e sui ragazzi che, dopo anni di studio, sono costretti a cercare un lavoro fuori dal proprio Paese? Noi pensiamo invece che quelle affermazioni diano il senso della lontananza dai problemi veri, della prepotenza di chi il potere lo gestisce senza pensare al bene comune, dell'arroganza di chi ormai ritiene vuoti di significato concreto i valori di giustizia sociale e solidarieta'". "Del resto, noi calabresi e meridionali - proseguono Gravano e Costantino - conosciamo bene il modo di agire e di pensare del capo delle ferrovie.
 
Siamo stati considerati numeri, un mercato non appetibile, poco remunerativo. Ha tagliato treni, non ha investito, ha isolato la jonica. Ma dietro i numeri ci sono persone che hanno diritti e che vogliono avere un futuro. Ed allora, caro ingegnere Moretti, se non se la sente di restare in questo Paese che le da' solo 850 mila euro l'anno di stipendio se ne vada, ci liberi della sua presenza e della sua arroganza. E stia tranquillo che i cittadini calabresi, i lavoratori, i pendolari non la rimpiangeranno".(