La legge che scioglie i comuni per mafia è fallita. Lo dicono tutti ma nessuno fa niente - di DEMETRIO ARENA

La legge che scioglie i comuni per mafia è fallita. Lo dicono tutti ma nessuno fa niente - di DEMETRIO ARENA

      di DEMETRIO ARENA* – (riceviamo e pubblichiamo) Le considerazioni espresse dal segretario della Cgil, Mimma Pacifici, riguardo l'inefficacia del commissariamento del Comune di Reggio Calabria, rappresentano un importante passo avanti verso il superamento degli steccati politici in ordine all'inadeguatezza della legge sullo scioglimento dei Comuni.

Al riguardo, ormai da tempo si sono unanimemente pronunciati magistrati, prefetti e parlamentari, riconoscendo il fallimento dell'efficacia applicativa della stessa e manifestando nel contempo la necessità di ricercare strumenti alternativi. Su questo fronte, purtroppo non si è inteso mai porre adeguate soluzioni e risposte. Ciò, probabilmente, perché nella nostra terra la 'ndrangheta rappresenta causa ed effetto, alibi, copertura e strumento: la politica, ipocritamente, a tutti i livelli, si e' dimostrata incapace di assumersi la responsabilità di modificare ciò che va modificato.

I dati sull'esperienza di questa legge sono drammaticamente evidenti: in nessun Comune si e' realizzato l'obiettivo del ripristino della legalità, tant'e' che in molti casi gli scioglimenti si sono ripetuti. Senza sottacere, poi, gli effetti devastanti sotto il profilo amministrativo.

Quanto sta accadendo a Reggio è probabilmente solo l'esempio più clamoroso ed evidente: una totale paralisi amministrativa e l'incapacità di gestire i servizi essenziali. Tutto questo sta generando gravissime ripercussioni sul piano occupazionale e mette a repentaglio la tenuta sociale della comunità, nonostante l'impegno e lo sforzo dei commissari.

Se si continua a far finta di niente o, ancor peggio ad utilizzare questa legge come mezzo di scontro politico - sottolinea ancora l'assessore - il rischio e' di determinare una profonda frattura tra le comunità e lo Stato; ed ancora, quello di scoraggiare cittadini onesti ed animati da spirito di

servizio ad assumere incarichi di governo degli enti locali per via di una legislazione troppo precaria che espone a pericoli abnormi senza tutela alcuna.

Credo che questa situazione costituisca una 'polveriera' che mina gli equilibri sociali delle comunità territoriali, in particolar modo quelle calabresi. Occorre porre fine ai proclami demagogici, all'antimafia di facciata, alle passerelle, agli inutili protocolli d'intesa: e' giunta l'ora che le istituzioni, ed in particolare il Parlamento, pongano in essere un'azione incisiva e concreta per modificare la norma e ricercare gli strumenti più adeguati a contrastare la 'ndrangheta con leggi radicalmente riviste.

*assessore della Regione Calabria