Caro Angelino,
Sentiamo il bisogno e la necessità di richiamare la tua attenzione su un disagio crescente nel gruppo dei senatori del Ncd, cosa che singolarmente abbiamo già avuto modo di manifestare a te, a Schifani, a Lupi e a Quagliarello ma che fin qui non ha prodotto molti risultati.
Temiamo fortemente che lo spirito del 2 ottobre che ha dato una svolta decisiva alla legislatura e al Governo, allorquando 22 coraggiosi hanno apposto al propria firma su quello storico documento, mettendoci la faccia come va di moda dire oggi, si sia già vanificato e convertito in ben altro.
Ed infatti non a caso, anche alla bellissima Costituente della Fiera di Roma di qualche giorno fa, al cui incredibile successo anche noi abbiamo dato il nostro contributo, ogni riferimento a quell’evento è stato rimosso.
Il nostro disagio però sfocia ormai in preoccupazione fortissima non solo perché ci vediamo esclusi da tutti i processi decisionali importanti, citiamo solo per esempio i maggiori indirizzi politici come quello delle riforme, Statuto NCD, nomine, liste elettorali, etc… etc… ma anche perché ci poniamo sempre più allarmati un interrogativo che dovrebbe preoccupare anche te: noi siamo decisivi per la vita del Governo guidato da un presidente del Consiglio che ha il vento in poppa e partecipiamo al Governo con un ampia (sic!) delegazione in posti chiave; Forza Italia è in disfacimento ma da noi vengono in pochi. I sondaggi dicono che l’elettorato non ci premia: quale è il male oscuro che non consente al NCD di mettere le ali e volare sempre più in alto nei sondaggi e nel consenso dei cittadini?
Questo è un interrogativo fondamentale cui dare una risposta anche perché se finiamo con lo scimmiottare nella quotidianità tutte le negative abitudini che avevamo nel Pdl e in Forza Italia rischiamo di diventare un po’ patetici.
Vi è urgente necessità di maggiore coralità e democrazia interna. In tanti rivendichiamo la necessità di un confronto continuo e la partecipazione ai processi ai processi decisionali perché altrimenti la sensazione di inutilità si accentua sempre più e finisce con l’ottenere ragione solo chi alza di più la voce senza argomentare e convincere.
Noi vogliamo partecipare a un grande progetto che abbia davvero una vocazione maggioritaria ma l’impietosa legge dei numeri rischia di bocciarci già il 25 maggio anche perché insieme a una identità tutto sommato non ben contraddistinta, non riusciamo ad esprimere la forza di una squadra coesa che trasmette entusiasmo, vitalità e passione come pure era accaduto fra ottobre e dicembre 2012.
E la stessa necessità di alleanza elettorale con amici vecchi e nuovi ha suscitato soprattutto nelle nostre periferie più di una perplessità: da un lato noi cerchiamo di cavalcare il cambiamento e le riforme ma dall’altro la tua immagine con volti che spesso fanno parte di un passato che non può più tornare e che appannano di molto la freschezza di una proposta politica che avrebbe tutte le premesse per diventare una proposta vincente e rappresentativa di ampie fasce dell’elettorato del nostro paese.
Ti diciamo tutto ciò con franchezza (e non sfioriamo neppure delicati aspetti riconducibili ad una “questione morale” che i nostri avversari potrebbero tirarci fuori mettendoci fortemente in imbarazzo), preoccupazione e spirito collaborativo, per costruire insieme un futuro di successo anziché continuare con mormorii, incazzature ed inutili furbizie che non fanno altro che alimentare frustrazioni e insoddisfazioni che potrebbero sfociare soprattutto in vista dei decisivi appuntamenti delle prossime settimane in inoperosi disimpegni.
A parti invertite anche per te sarebbe insopportabile partecipare alla vita di un patito dove due o tre persone decidono tutto per tutti e spesso quelle decisioni gli altri le apprendono solo attraverso le agenzie di stampa.
Se ci sarà più buona volontà da parte di tutti e soprattutto più capacità di ascolto reciproco e spirito di amicizia tra noi , tutto si può risolvere brillantemente e riprenderemo ad essere una calamita che attrae, altrimenti rischiamo davvero di finire in un cono d’ombra dal quale sarà difficilissimo riemergere.