L'ORA. Sindacato giornalisti e Cdr annunciano iniziative legali per tutelare diritti e libertà di stampa

L'ORA. Sindacato giornalisti e Cdr annunciano iniziative legali per tutelare diritti e libertà di stampa
Ieri, nel corso di un incontro tra il segretario del Sindacato  Giornalisti della Calabria e vicesegretario nazionale Fnsi Carlo Parisi, il Comitato di redazione del quotidiano L'Ora della Calabria e il  direttore Luciano Regolo, il liquidatore Giuseppe Bilotta, accompagnato  dal suo avvocato Ugo Celestino, non ha accolto la richiesta di rimuovere l'oscuramento del sito, mettendo così i giornalisti della redazione che sono rientrati dallo sciopero nella condizione di non poter svolgere  comunque il proprio lavoro.
 
Questo provvedimento, oltre che ingiusto e  privo di ogni giustificazione, anche ai fini di tutela del bilancio, era oltretutto illegittimo, come era stato fatto notare durante  ll'incontro, in quanto il sito stesso non risulta di proprietà della  società in liquidazione ma di un dipendente amministrativo che lo  registrò a titolo privato prima che la stessa società fosse costituita. È evidente, quindi, che la scelta di oscurare il sito è stata adottata  con il solo intento di tacitare la voce dei giornalisti de L'Ora,  impedendo loro di richiamare alla pubblica attenzione una serie di  stranezze ravvisate nell'intera procedura di liquidazione e  riconducibili tutte al rapporto tra la società editrice e lo stampatore  Umberto De Rose.
 
Altro fatto sconcertante emerso durante l'incontro è  che il liquidatore intenda mandare al più presto le lettere di  licenziamento all'intero corpo redazionale, intenzione alla quale  Parisi, il Cdr e il direttore della testata si sono opposti fermamente  in quanto non sono state seguite le procedure previste in materia,  annunciando a loro volta che verranno adite le vie legali a tutela del  diritto e delle libertà dei giornalisti già più volte calpestati. Si  registra lo sconcerto da parte del sindacato, del Cdr e dell'intero  corpo redazionale per l'improvviso voltafaccia del liquidatore, che solo giovedì scorso, alle ore 18, non faceva accenno in alcun modo a  sospensione di pubblicazioni, oscuramento del sito e licenziamenti  collettivi, mentre subito dopo lo sciopero ha abbattuto la scure sui  lavoratori, un comportamento a dir poco insolito che sa tanto di  ritorsione.