L'intero piano riorganizzativo appare come una semplice operazione di disinvestimento e riduzione lineare dei costi che mortifica il lavoro e l'impegno del personale in servizio e provoca una ulteriore spoliazione di posti di lavoro in territori già carenti. Senza contare che le distanze e le difficoltà logistiche che insistono sui territori calabresi renderanno disagevole raggiungere il presidio postale più vicino per le fasce più deboli della popolazione e la scomparsa dei principali servizi pubblici dalle aree meno popolate potrebbe causare, dunque, un ulteriore abbandono delle stesse da parte dei cittadini, determinando l'aggravarsi della crisi sociale ed economica di alcuni territori.
Non essendo previste nuove assunzioni, gli uffici postali che assorbiranno l'utenza delle sedi soppresse potrebbero incorrere, inoltre, in un collasso del servizio.
Il mio impegno ha come obiettivo quello di evitare ulteriori disagi ai lavoratori ed all'utenza di Poste Italiane, vigilerò affinché a tal proposito si agisca in maniera determinante e risolutiva.