''Nell'utilizzo delle sostanze stupefacenti, voi ragazzi siete la parte terminale, i consumatori finali, di un vergognoso processo produttivo che parte dal Sud America, mischiando le foglie di cocaina con il cemento e il piscio dei maiali, e arriva in Europa attraverso modalità di trasporto strutturate che coinvolgono decine e decine di persone. Fare uso significa non solo avvelenarsi ingerendo schifezze, ma significa mantenere un apparato che utilizza i bambini nei cicli della lavorazione dei fogli di coca, costringendoli a subire danni fisici sotto la minaccia di non farli mangiare''. Lo ha affermato il procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Nicola Gratteri, parlando ai ragazzi ospiti della comunità di recupero Exodus a Santo Stefano d'Aspromonte. ''Fare uso di droghe -ha proseguito- significa rafforzare le mafie, che organizzano cartelli per comprare la droga e una volta ricevuta la provvedono a distribuirla capillarmente in ogni angolo d'Europa''. In questo ingranaggio ci sono quelli che il magistrato definisce ''poveri guappi'', cioè ''giovani assoldati dalla 'ndrangheta e dediti ai trasporti nelle piazze, che si prendono l'impegno di portare a destinazione carichi fino a cinque kg di droga e spesso soccombono, subendo pene detentive altissime, mentre i capi mafia, ventilando l'ipocrisia dell'onore e del rispetto delle regole di 'ndrangheta, la fanno franca''.