"Il rapporto con l'IS non e' diplomatizzabile. Lo si sconfigge se riusciamo a fare tre cose simultaneamente: attaccarlo sul versante del confronto militare simmetrico e strappandogli i territori conquistati; agire sul versante della prevenzione, mobilitando l'intelligence; costruire un orizzonte politico-diplomatico stabile, una grande coalizione internazionale di cui facciano parte anche i Paesi arabi poiche' la partita che si sta giocando e' tra il mondo ed il terrore".
Lo ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, con delega ai Servizi, Marco Minniti, intervenendo ad un seminario su 'Mediterraneo e Sicurezza', organizzato nell'ambito delle iniziative varate dalla Scuola di cultura politica dell'Universita' Mediterranea di Reggio Calabria.
"E' una grande battaglia delle idee - ha aggiunto - che deve pero' tenere lontano il pericolo di nuove crociate, poiche' non stiamo vivendo uno scontro religioso, come l'IS vorrebbe che fosse, ma tra la democrazia e le sue regole e l'oscurantismo ed il terrore".
Minniti, inoltre, ha ricordato "i pericoli derivanti da una situazione emergenziale cui vorrebbero spingerci, poiche' il dato comune delle organizzazioni terroristiche e' una visione fortemente evocativa degli eventi e dei messaggi che trasmettono attraverso il Web con assoluta spregiudicatezza. Il loro obiettivo e' tentare di impaurire l'opinione pubblica, ma sanno anche che una partita cosi' delicata e centrale per il futuro del Mediterraneo e dell'Europa non potranno mai vincerla".
"Ecco perche' - ha proseguito - colpiscono Stati come la Tunisia, dove e' maturata una importante svolta democratica, per riprodurre a tutti i costi il conflitto in atto tra Islam ed il resto del mondo. Hanno bisogno di uno scontro radicale per continuare a terrorizzare, ma a noi tocca contrapporre alle loro aberranti e inaccettabili idee la forza serena dei valori della democrazia".