Si presentavano a tutti come 'marito e moglie', tanto che i residenti del loro quartiere erano convinti che fossero già da tempo convogliati a nozze. Arturo Saraceno è stato arrestato oggi con l'accusa di omicidio dai carabinieri di Legnano, ed è disposizione dell'autorità giudiziaria di Busto Arsizio (Varese). E' stato dimesso in serata con 7 giorni di prognosi dall'ospedale di Legnano dove era stato ricoverato piantonato dai militari dell'Arma nel reparto di terapia intesiva. Subito dopo il ritrovamento del cadavere della compagna, infatti, ha tentato di togliersi la vita ferendosi almeno due volte al torace con un coltello, probabilmente la stessa arma usata per uccidere Deborah.
Vivevano insieme, ma da qualche tempo la loro relazione si era incrinata: lui, di professione operaio assunto in una ditta della zona, era un tipo geloso, e la giovane, lavoratrice saltuaria per delle imprese di pulizia, sembrava non sopportare più il suo atteggiamento. Una volta per sedare un diverbio erano anche intervenute le forze dell'ordine, ma nessuno aveva sporto denuncia. Litigavano di frequente e, a dire dei vicini di casa, per un periodo il 33enne aveva lasciato l'abitazione di Magnago. Negli ultimi tempi la 25enne andava spesso a dormire dai genitori, residenti a Lonate Pozzolo. Pare che nel primo pomeriggio odierno la situazione sia degenerata dopo il ritorno a Magnago della giovane, che voleva parlare con il compagno dopo l'ennesima lite. Oggi in via Cardinal Ferrari è stato un via vai di carabinieri: sono intervenuti gli uomini di Castano Primo e Legnano. Le indagini sono guidate dal pm di Busto Arsizio dottoressa Maria Cardellicchio.