«Se non si modifica la legge elettorale introducendo il premio di coalizione è un guaio per tutti. E se così fosse saremo costretti a ritornare con Forza Italia». Iniziano le reazioni ai risultati delle amministrative. Tonino Gentile, sottosegretario allo Sviluppo economico pr il Ncd, gran signore delle preferenze in Calabria, in giacca e cravatta si fionda fuori dal Viminale e parla a un giornalista della Stampa. E’ reduce dall’ufficio di Alfano dove s’è svolto un vertice segreto di oltre un’ora in cui ha fatto il punto col ministro dell’Interno. Scrive il quotidiano di Torino: “Al netto delle dichiarazioni ufficiali, in cui Alfano si è detto molto «soddisfatto» dei risultati di Area popolare (Ncd-Udc), fra gli alleati di Renzi dilaga il malumore. I gruppi parlamentari si sarebbero stancati della linea politica di Alfano, «prona al governo e al premier». Qualcuno è già pronto a fare le valigie. Direzione? «Forza Italia», sorride un parlamentare in Transatlantico. Di certo, c'è che qualcosa non è andata per il verso giusto alle recenti amministrative. Ad esempio, a Napoli l'alleanza organica con il Pd a sostegno di Valeria Valente ha portato alla mancata elezione persino del capolista Mansueto. È risultata vincente, invece, l'alleanza con Lega e Fi, a sostegno di Stefano Parisi, sperimentata a Milano. Un'alleanza di vecchio conio, si direbbe, che rimanda ai fasti della «Casa della Libertà». Gentile ha spiegato al giornalista: «Questa volta non si scherza: c'è un casino serio. Giorno dopo giorno si riducono gli spazi per i gruppi. L'asse portante della coalizione, ovvero Pd-Ncd, è in difficoltà. Per usare una metafora, il sole che illumina tutti i satelliti si è oscurato. Dunque, andando in eclissi il sole siamo tutti in catalessi». Il malumore in Ncd è altissimo e coinvolge anche Renato Schifani (l'ex presidente del Senato è stato l'unico big del partito a non commentare il risultato elettorale). Gentile arriva a evoca re lo strappo definitivo: «La domanda è: con chi ci candidiamo alle prossime elezioni? Con il Pd non si può. A questo punto, sono due le strade: o si cambia legge elettorale, ma Renzi non ne vuol sapere, o è meglio tornare con Forza Italia».
Alfano e Gentile avrebbero deciso di aspettare il ballottaggio per poi decidere. Anche se Gentile non ha un granché da aspettare perché dal ballottaggio, a Cosenza, è rimasto fuori. Poi, chiosa Gentile: «decideremo cosa fare e con chi stare». “In ogni caso, «così non si può andare avanti: è necessario che Alfano venga ricevuto da Renzi per riaggiornare l'agenda di governo e ridiscutere la natura della coalizione».
I senatori di Ala sono 32, decisivi per la sopravvivenza dell'esecutivo. In queste ore più di un parlamentare targato Ncd rumoreggia e minaccia sottovoce di votare contro il governo. Una minaccia dietro cui si nasconde la volontà di creare un nuovo soggetto politico di Cdx che dovrebbe avere «un nuovo leader». Mettendo da parte Angelino Alfano.