Aver disertato il faccia a faccia con il vicepresidente della Commissione europea, il finlandese Jyrki Katainen, e con la commissaria europea alle Politiche regionali Corina Cretu, suona inequivocabilmente come una supina accettazione di questa esclusione che, in sostanza, non concede alla CALABRIA neppure uno scampolo degli 11 progetti approvati e che riguardano solo le opere da realizzare nel centro Nord. Si tratta della cosiddetta Fase 2 del Piano Junker, una programmazione di investimenti che, si stima, mobiliteranno risorse per miliardi di euro. Stando a calcoli attendibili, otto dei progetti infrastrutturali che hanno avuto il via libera da Bruxelles saranno in grado di attrarre ingenti risorse private pari a circa 4,8 miliardi, investimenti che si tradurrebbero in importanti ricadute sul piano occupazionale: cantieri in grado di produrre fino a 3.200 nuovi posti di lavoro".
"Se e' tutta 'politica' la tegola precipitata sulla testa di Oliverio - conclude Alessandro Nicolo' - per i cittadini e le imprese calabresi si tratta di un macigno pesante sul piano economico e sociale che allarga il divario e allontana ancora di piu' la nostra regione dal resto dell'Italia e dell'Europa. Con buona pace della sbandierata omogeneita' politica che, solo a parole e davanti alle telecamere pero', caratterizza questa fase istituzionale, con il governo regionale mai come adesso perfettamente allineato e coperto con quello nazionale".