Sull'enigmatica macchina amministrativa calabrese Gratteri ha voluto concentrare la sua prima analisi: "Prima ancora della politica e della 'ndrangheta, il problema della Calabria sono i quadri della pubblica amministrazione. Ci sono direttori generali che da vent'anni sono nello stesso posto, e da incensurati gestiscono la cosa pubblica con metodo mafioso. Una politica debole che non ha la forza e la preparazione tecnico-giuridica per affrontare il problema della gestione dei quadri. Per amministrare la cosa pubblica basterebbe un po' di buon senso, ma la parte procedurale dei meccanismi di appalto è governata da un centro di potere che è lì da sempre".
Il secondo aspetto esaminato dal magistrato riguarda l'appiattimento culturale, sociale e politico. "Da decenni stiamo vivendo una fase di decadentismo di idee, valori ed etica. Abbiamo una classe politica poco colta e non distinguibile sul piano del colore tra destra e sinistra. Inoltre, siamo oggetto di un'omologazione culturale basata sull’esteriorità".
Altri tre argomenti chiave sono stati passati in rassegna da Gratteri. Scuola, famiglia e droga. "La scuola dovrebbe essere a tempo pieno, in modo da tenere i ragazzi lontano dai pericoli. Mentre, i genitori, dovrebbero dedicare più tempo all'educazione dei figli".
Sulla liberalizzazione delle droghe leggere in discussione in Parlamento, aggiunge: "Sono contrario, perché' andremmo ad alimentare il consumo di una percentuale di ragazzini. Lo Stato ha il compito di tutelare la salute psico-fisica dei propri cittadini e non vestirsi di ipocrisia".
Sulla sua recente nomina alla procura di Catanzaro commenta: "Ho trovato un approccio diverso ai problemi. Io ho una mia cultura e una mia formazione professionale e con questa cercherò di operare. Il primo pensiero è andato al risparmio. Per gli uffici della Procura il ministero di Giustizia spende 1,8 milioni di euro di fitto. Ci sono seimila metri quadri dell'ex ospedale militare chiuso, che a breve dovrebbe ospitare i nuovi uffici". (fonte agi)