Nella nota del sottoscritto, anzi, si e' espressamente detto che allo stato, cosi' come riferito dal commissario prefettizio Carbone, la incompatibilita' del sindaco, fintanto che non viene esercitata rivalsa dell'ente nei suoi confronti, non sussiste. E non serve un ragionamento complesso per capire che adesso, con Mario Occhiuto sindaco, il Comune non esercitera' alcuna rivalsa verso l'attuale primo cittadino. Ma la democrazia non e' fatta solo dalla vittoria elettorale; e' costituita soprattutto dal rispetto della legge. Le notizie diffuse negli ultimi giorni sono state confermate proprio dalla risposta del sottosegretario di Stato all'Interno, Domenico Manzione, all'interpellanza parlamentare.
Lo stesso Manzione ribadisce che l'ex commissario prefettizio di Cosenza ha interessato l'Autorita' giudiziaria e cioe' la Corte dei Conti e la Procura, per la valutazione a carico dei dirigenti preposti, che hanno omesso di rendere la dichiarazione del Comune sui pignoramenti rivolti al sindaco, per la valutazione di danno erariale e profili penali. Il commissario straordinario prefettizio, appunto, non il PD. Certamente da questa strana omissione, non certo per pochi spiccioli, non hanno in concreto beneficiato i dirigenti oggi coinvolti". Per Guccione "certamente, al contrario, ai sensi dell'art. 109 Tuel e dell'art. 41 comma 14 e 15 dello Statuto Comunale di Cosenza, il sindaco ha omesso di vigilare ed intervenire sull'accaduto. Si chiama colpa in vigilando. Certamente da questo il sindaco Occhiuto non e' stato danneggiato, anzi puo' ipotizzarsi un sodalizio tra i dirigenti ed il sindaco Mario Occhiuto che, attraverso l'inosservanza degli adempimenti di cui agli artt. 546 e 547 del codice di procedura civile, ne e' divenuto indiretto beneficiario. Solo questo ha impedito, al momento, che potesse essere messo in moto il meccanismo dell'incompatibilita'. Il Commissario, pertanto, correttamente ha fatto cio' che il sindaco ha omesso: denunciare l'accaduto alla Corte dei Conti ed alla Procura della Repubblica di Cosenza Noi, che non siamo omissivi, denunciamo pubblicamente e politicamente tanto.
Troppo? Forse no. E' il nostro compito. E lo e' ancora di piu' adesso, come forza di opposizione a questo sistema torbido. Cio' che a noi risulta, ad oggi, e' che il sindaco Occhiuto non ha adottato alcun provvedimento di revoca dei dirigenti che hanno posto in essere inadempienze od omissioni e che hanno consentito il coinvolgimento indebito, dell'amministrazione comunale di Cosenza, in una vicenda, quella debitoria, che era ed e' esclusivamente sua. Le omissioni, qui, sono esclusivamente sue". "Questo e' il comportamento del sindaco - conclude il consigliere regionale - che configura la sua attuale ed immanente incompatibilita'. Non la causa pendente con l'Ente che, chiaramente, ad oggi non e' stata attivata. Ma il 'buon' Mario Occhiuto continuera' ad affermare il contrario".
Lo stesso Manzione ribadisce che l'ex commissario prefettizio di Cosenza ha interessato l'Autorita' giudiziaria e cioe' la Corte dei Conti e la Procura, per la valutazione a carico dei dirigenti preposti, che hanno omesso di rendere la dichiarazione del Comune sui pignoramenti rivolti al sindaco, per la valutazione di danno erariale e profili penali. Il commissario straordinario prefettizio, appunto, non il PD. Certamente da questa strana omissione, non certo per pochi spiccioli, non hanno in concreto beneficiato i dirigenti oggi coinvolti". Per Guccione "certamente, al contrario, ai sensi dell'art. 109 Tuel e dell'art. 41 comma 14 e 15 dello Statuto Comunale di Cosenza, il sindaco ha omesso di vigilare ed intervenire sull'accaduto. Si chiama colpa in vigilando. Certamente da questo il sindaco Occhiuto non e' stato danneggiato, anzi puo' ipotizzarsi un sodalizio tra i dirigenti ed il sindaco Mario Occhiuto che, attraverso l'inosservanza degli adempimenti di cui agli artt. 546 e 547 del codice di procedura civile, ne e' divenuto indiretto beneficiario. Solo questo ha impedito, al momento, che potesse essere messo in moto il meccanismo dell'incompatibilita'. Il Commissario, pertanto, correttamente ha fatto cio' che il sindaco ha omesso: denunciare l'accaduto alla Corte dei Conti ed alla Procura della Repubblica di Cosenza Noi, che non siamo omissivi, denunciamo pubblicamente e politicamente tanto.
Troppo? Forse no. E' il nostro compito. E lo e' ancora di piu' adesso, come forza di opposizione a questo sistema torbido. Cio' che a noi risulta, ad oggi, e' che il sindaco Occhiuto non ha adottato alcun provvedimento di revoca dei dirigenti che hanno posto in essere inadempienze od omissioni e che hanno consentito il coinvolgimento indebito, dell'amministrazione comunale di Cosenza, in una vicenda, quella debitoria, che era ed e' esclusivamente sua. Le omissioni, qui, sono esclusivamente sue". "Questo e' il comportamento del sindaco - conclude il consigliere regionale - che configura la sua attuale ed immanente incompatibilita'. Non la causa pendente con l'Ente che, chiaramente, ad oggi non e' stata attivata. Ma il 'buon' Mario Occhiuto continuera' ad affermare il contrario".