Trovandosi poi in Sicilia ha precisato: «Abbiamo messo in campo per il Patto per la Sicilia un miliardo duecentomila euro, più di questo non potevamo fare. Ora questo Patto va attuato e la Regione deve fare la sua parte. Abbiamo anche salvato, come Crocetta sa bene, il bilancio siciliano, altrimenti sarebbe stato il disastro. E il nostro Piano delle grandi opere pubbliche sarà dedicato in massima parte all’infrastrutturazione tra Sicilia e Calabria». Di nuovo il Ponte? Non si sa. Lotti non ha aggiunto particolari. Si è invece lungamente soffermato sulla questione portuale targata Delrio. Il Consiglio dei ministri ha esitato il testo, confermando la possibilità dei presidenti delle Regioni interessate di chiedere il rinvio degli accorpamenti delle Autorità portuali per tre anni. La proroga riguarderà prima di tutto le Autorità portuali di Savona (accorpata a Genova), di Salerno (che va con Napoli) e di Messina-Milazzo, che dovrebbe far sistema unico con la Calabria e Gioia Tauro capofila.
Ha chiarito: «La riforma dei porti era indispensabile, abbiamo ridotto le Autorità ma questo non vuol dire che il Governo non abbia seguito sempre con attenzione le vicende relative a quei porti come Salerno o Messina-Milazzo che godono di ottima salute e che vanno difesi nelle loro prerogative e nell'autonomia gestionale e finanziaria». Insomma, Crocetta potrà chiedere ufficialmente al ministro dei Trasporti una deroga per altri tre anni e certamente lo farà avendolo già chiesto prima della definizione della riforma. Inoltre se nei 12 mesi che verranno Messina e Milazzo confermeranno la loro vitalità e i trend di crescita, nel 2017 si potrebbe pensare alla creazione di una nuova Autorità di sistema che, pur interfacciandosi con i porti della Calabria, conserverebbe per intero le proprie funzioni, i propri organismi e la sede di rappresentanza.
«Basta un emendamento», ha spiegato Lotti. «Le esigenze dei territori sono le nostre priorità», ribadisce il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri.