LO HAI POSTO COME SENTINELLA…..
Due agosto 1996, festa della Madonna degli Angeli, a tarda sera, il Parroco di Gallico Marina, Don Demetrio Sergi, lascia questo mondo. La lunga missione pastorale, durata ben quarantotto anni, proprio a Gallico Marina e il suo incarico di vicario della zona Gallico- Sambatello hanno permesso a molti di riconoscere ed apprezzare in lui una fede incrollabile, un inesauribile ardore apostolico, un cuore generoso. Gallico Marina, quella sera, perde il volto sorridente di un fratello e di un vero amico.
Don Sergi, nato a Reggio C. l’8 luglio 1922, entrò al Seminario di Reggio C. nel 1933, proseguì gli studi nella Facoltà teologica di Posillipo (Napoli) a partire dal 20 settembre 1939. Fu ordinato suddiacono a Reggio C. il 28 giugno 1942, diacono a Napoli il 25 settembre 1942, sacerdote a Reggio C. il 31 ottobre 1943. In seguito fu nominato parroco della Chiesa M. SS. di Portosalvo in Gallico Marina il 10 agosto 1948 dove fece il suo ingresso il 25 settembre 1948. La parrocchia che don Sergi accettò di guidare, quando vi giunse, soffriva ancora le conseguenze di una guerra spietata e disumana che tante miserie spirituali e materiali aveva provocato, per questo il suo primo sforzo fu di ricostruire un tessuto umano e cristiano. Pensò subito all’educazione dei giovani costruendo una saletta accanto al campanile, per lo svolgimento di attività formative e ricreative. Si accontentò di abitare in una disagiata baracca post terremoto insieme ai suoi genitori dal 1948 al 1970, ma per amore della sua chiesa parrocchiale, per mantenerla sempre in bellezza e decoro religioso, attinse economicamente anche alle sue risorse personali. Nella ricorrenza del suo 50° anniversario di Ordinazione sacerdotale non volle regali per la sua persona, ma invitò tutti a devolvere le proprie offerte in denaro per il Seminario di Reggio.
Don Sergi e il concilio
Sacerdote di schietta formazione tridentina, visse con entusiasmo il periodo conciliare e pur accogliendo e applicando le nuove norme liturgiche, cercò di combattere eccessi ed errori d’interpretazione. Infatti disapprovò con fermezza e rigore quella morale permissiva e quelle correnti di pensiero che avevano provocato l’indebolimento dei voti dei sacerdoti secolari e regolari.
Pastore infaticabile
Sacerdote POVERO, CASTO E OBBEDIENTE, soleva percorrere le strade della sua parrocchia a piedi, ciò gli consentiva di avere un contatto costante e diretto con tutti, di ascoltare e di essere ascoltato. Quale buon samaritano, soccorse nel silenzio e nel nascondimento molte persone bisognose, ripeteva spesso che “non si può parlare di Dio a chi ha lo stomaco vuoto”. Don Sergi si era donato tanto generosamente fin dalla sua giovinezza a tutti, ma rimaneva pur sempre un uomo con le sue debolezze; i fedeli di Gallico sono stati molto esigenti quando era in vita, non gli risparmiavano critiche talvolta anche cattive, ma bisogna, col senno di poi, dire che spesso gli è mancato un gesto DISINTERESSATO di amicizia che si aspettava da fedeli e confratelli, magari, per consolare la sua solitudine. Eppure con il cuore amareggiato, egli ha sempre confermato il suo SI’al Signore, con lucida generosità. Mi piace concludere citando le parole che il sindaco di Reggio Giuseppe Reale, ha scritto di don Sergi nel suo biglietto di auguri per il 50° di ordinazione sacerdotale: “ …La sua volontà di servizio l’ha arricchita giorno per giorno, donando una testimonianza di vita che sola costituisce la sua aureola………” e continuando :
“Lei non ha mai disprezzato le piccole cose, l’ordinario, non è
mai andato a caccia del nuovo per acquistare popolarità: questo
significa che è andato contro il tempo perché pensava all’eternità”.
Domenico Mazzù