"Il primo passo - ha detto Oliverio - sara' quello della ricognizione del lavoro prodotto in questi anni in materia. Poi si passera' ai veri e propri interventi di messa in sicurezza. In primis gli edifici pubblici, come scuole e ospedali, poi si passera' ai privati partendo dai centri storici". La Regione, grazie al Patto per la Calabria, ha gia' destinato alla messa in sicurezza dal punto di vista sismico, 130 milioni di euro, mentre per quello idrogeologico circa 400 milioni di euro. "Si tratta - ha sottolineato Oliverio - solo di un inizio. Contiamo in futuro di programmare una serie di investimenti pluriennali, dopo aver tracciato un quadro delle priorita'". Nel corso dell'incontro e' emerso piu' della meta' dei Comuni calabresi, non e' dotata di un piano per le emergenze e di evacuazione in caso di sisma o calamita' nonostante la legge lo imponga. "Su questo - ha aggiunto il presidente - intendiamo dare una accelerata imponendo ai Comuni che ancora non si sono messi al passo di farlo immediatamente".
L'amministrazione regionale in un anno e mezzo ha spinto per la definizione degli studi di primo livello con le cosiddette microzonizzazioni. "Sono cinquanta - ha spiegato Oliverio - i Comuni che hanno avuto l'approvazione della microzonizzazione da parte della Regione e della commissione nazionale. Centonovantanove sono in fase di istruttoria e gli altri sono indietro. Su quelli e' necessario recuperare". Domani Oliverio partecipera' alla riunione dei presidenti delle Regioni con il governo, nel corso della quale presentera', perche' venga inserito nel progetto "Casa Italia", il progetto "Calabria Sicura". "Per questo - ha concluso il presidente - ho voluto sentire le istituzioni che hanno competenze nel settore, per partecipare a questa riunione con una proposta. Dobbiamo prendere parte alla discussione in maniera attiva con un programma pluriennale utile a contribuire alla messa in sicurezza del Paese".