Dal rapporto Barberi risultano complessivamente a rischio 11mila edifici pubblici in Calabria, tra cui scuole e ospedali. Ma sono soprattutto i centri storici «quelli messi peggio» ha chiarito Alfonso Vulcano, ordinario di Tecniche di costruzione alla facoltà di Ingegneria dell ' Unical. La ragione è da individuare, secondo il docente, nelle variegate tecniche di costruzione cadute in disuso con il trascorre del tempo e che hanno reso anche gli edifici obsoleti e a forte rischio sismico. «Effettuare un intervento su vasta scala - ha aggiunto - è impossibile ma bisogna procedere in base ad un ordine di priorità tenendo in considerazione il fattore costo. Spesso è preferibile costruire ex novo che adeguare o apportare migliorie a strutture antiquate». Il capo della Protezione civile ha inoltre informato della disponibilità della giunta regionale ad erogare risorse per la predisposizione di cartellonistica stradale che indicano le vie di fuga e i punti di ritrovo invitando gli amministratori locali a fare la loro parte.