"C'e' da rimarcare - sostiene il capogruppo di Fi alla Regione - che la legge proposta dalla Giunta non e' una semplice, parziale modifica ma una quasi totale riscrittura della norma del 2011 sull'Enoteca. E vogliamo sottolineare che da parte nostra concordiamo sulla necessita' di ripensare e riformare la legge precedente. E' necessario, pero', cambiare in meglio senza rischiare di peggiorare le cose e di fare addirittura un'altra brutta figura approvando un testo destinato all'ennesima bocciatura governativa. Pertanto risultano incomprensibili le obiezioni del collega Domenico Bevacqua e le altre di Giovanni Nucera: non c'e' ostruzionismo da parte nostra, nessuna volonta' di strumentalizzare o impedire che questo Consiglio possa svolgere il suo lavoro. Ma non si possono accettare 'pacchi' preconfezionati. C'e', invece, una pacata quanto ferma richiesta basata sul buon senso: nel testo legislativo d'iniziativa della Giunta abbiamo rilevato passaggi d'incerta formulazione giuridica e in qualche caso sembra che l'Enoteca regionale sia stata caricata di compiti impropri". "Ribadiamo pertanto - conclude Nicolo' - l'esigenza che il testo sull'Enoteca venga, proprio come quello relativo alla razionalizzazione dei programmi di opere pubbliche, riesaminato in Commissione anche per colmare la lacuna di alcuni passaggi fondamentali nella definizione del testo di legge, quali audizioni con gli attori sociali interessati al provvedimento, a cominciare dai vertici dei Consorzi dei produttori vitivinicoli e dalle associazioni piu' rappresentative del mondo del vino calabrese. Proponiamo, insomma, un percorso snello ma di confronto, ascolto e interlocuzione affinche' questo nuovo e importante strumento, qual e' l'Enoteca regionale, possa promuovere e valorizzare al meglio tutti i vini di qualita' della nostra regione sia in Italia che all'estero".
NICOLO' (Fi) Casi plateali di disparità di trattamento nell'Assemblea regionale
"C'e' da rimarcare - sostiene il capogruppo di Fi alla Regione - che la legge proposta dalla Giunta non e' una semplice, parziale modifica ma una quasi totale riscrittura della norma del 2011 sull'Enoteca. E vogliamo sottolineare che da parte nostra concordiamo sulla necessita' di ripensare e riformare la legge precedente. E' necessario, pero', cambiare in meglio senza rischiare di peggiorare le cose e di fare addirittura un'altra brutta figura approvando un testo destinato all'ennesima bocciatura governativa. Pertanto risultano incomprensibili le obiezioni del collega Domenico Bevacqua e le altre di Giovanni Nucera: non c'e' ostruzionismo da parte nostra, nessuna volonta' di strumentalizzare o impedire che questo Consiglio possa svolgere il suo lavoro. Ma non si possono accettare 'pacchi' preconfezionati. C'e', invece, una pacata quanto ferma richiesta basata sul buon senso: nel testo legislativo d'iniziativa della Giunta abbiamo rilevato passaggi d'incerta formulazione giuridica e in qualche caso sembra che l'Enoteca regionale sia stata caricata di compiti impropri". "Ribadiamo pertanto - conclude Nicolo' - l'esigenza che il testo sull'Enoteca venga, proprio come quello relativo alla razionalizzazione dei programmi di opere pubbliche, riesaminato in Commissione anche per colmare la lacuna di alcuni passaggi fondamentali nella definizione del testo di legge, quali audizioni con gli attori sociali interessati al provvedimento, a cominciare dai vertici dei Consorzi dei produttori vitivinicoli e dalle associazioni piu' rappresentative del mondo del vino calabrese. Proponiamo, insomma, un percorso snello ma di confronto, ascolto e interlocuzione affinche' questo nuovo e importante strumento, qual e' l'Enoteca regionale, possa promuovere e valorizzare al meglio tutti i vini di qualita' della nostra regione sia in Italia che all'estero".