REGGIO. Approvato all’unanimità lo Statuto della città metropolitana (rictrip)

REGGIO. Approvato all’unanimità lo Statuto della città metropolitana (rictrip)
L’unanimità con cui è stata approvata la bozza di Statuto della Città Metropolitana dal Consiglio non deve trarre in inganno.

Le discussioni sul testo ci sono state sia all’interno delle varie Commissioni, che nelle ore immediatamente precedenti la riunione dell’Assemblea. Tra i nodi della discordia, ad esempio, i poteri del Sindaco Metropolitano in ordine alla decretazione d’urgenza. Lo Statuto prevede che il Sindaco possa, in via d’urgenza, adottare delibere anche in materie di competenza del Consiglio, salvo ratifica successiva di quest’ultimo.

La discussione è stata accesa tra la corrente più vicina a Falcomatà che voleva un termine lungo per la ratifica (anche 60 giorni), e chi voleva restringere al massimo tale lasso di tempo arrivando a dieci giorni. Ciò per evitare che i decreti d’urgenza diventassero prassi e praticamente irrevocabile con una ratifica a 60 giorni. Alla fine, in seduta plenaria delle Commissioni di lavoro, si è arrivati ad una soluzione di compromesso a 15 giorni. Tale sarà il termine che il Consiglio avrà per ratificare le delibere in via d’urgenza del sindaco, in modo da non svuotare i poteri del Consiglio.

Altro punto che ha provocato discussione è stato quello relativo alle modalità con cui eleggere il Consiglio Metropolitano che il sindaco, a partire dalla nuova legislatura. Il problema è stato quello di superare la condizione prevista dalla legge Delrio perché si possa svolgere un’elezione diretta e cioè la divisione del Comune capoluogo in sei Comuni. Una condizione inapplicabile a Reggio, secondo tutti. Alla fine la mediazione è stata quella di inserire nello Statuto l’elezione a suffragio universale e, al contempo, una mozione per aprire un’interlocuzione con il governo Renzi per provare ad aggirare la condizione. Resterà un semplice auspicio dunque? Lo si capirà soltanto nelle prossime settimane e assai dipenderà dalla moral suasion che le Città Metropolitane italiane riusciranno ad esercitare sul governo nazionale.

Molto soddisfatto per il lavoro svolto si è detto il vicesindaco metropolitano Riccardo Mauro. “Quello che ne è venuto fuori è un testo di grande valore, che assume a sé il meglio di quanto contenuto negli Statuti delle altre Città Metropolitane, con un occhio vigile sulle dinamiche socioeconomiche che si sviluppano sul nostro territorio, tutte contenute all’interno del testo. Non è un caso – ha sottolineato Mauro - che il nostro sia il primo Statuto a parlare espressamente di legalità, concetto richiamato all’articolo 1, intesa come lotta contro ogni forma di criminalità, o di tutela del lavoro, inteso come valore fondante della comunità e strumento realizzato dell’uomo, o ancora la tutela della salute come diritto fondamentale costituzionalmente garantito anche tenendo in considerazione i gravi problemi dei presidi ospedalieri periferici e delle gravi carenze sui punti nascita che si stanno riscontrando. E non è un caso che il nostro Statuto si sia occupato non solo delle funzioni fondamentali assegnate alla Città Metropolitana ma anche di quelle facoltative indispensabili per il pieno sviluppo del nostro territorio e per le quali abbiamo chiesto alla Regione di procedere speditamente alla delega”.

Adesso seguirà la pubblicazione del testo e ci saranno 15 giorni per le richieste di integrazione da parte dei territori prima dell'ulteriore passaggio in consiglio e dell’approvazione definitiva da parte della Conferenza Metropolitana.