Le scriviamo perché disperati.
Per l’ennesima volta alcuni pazienti talassemici si vedono costretti a rinunciare al proprio diritto alla privacy, diritto che tutela ogni cittadino, perché devono denun
E’ dal mese di luglio che alcuni ragazzi talassemici dell’Osped
Presidi SALVAVITA che ci permettono di CURARCI. Il danno che ci ha causato il non poter fare correttamente la terapia mi dice a chi lo dobbiamo imputare??
Ci hanno detto che sono in arrivo i presidi, ma sarà una consegna regolare adesso o un'altra consegna temporanea tanto per prendere tempo e fra un mese iniziamo di nuovo il pellegrinare mendicante in cerca di risposte?
Per non parlare del fatto che noi ragazzi talassemici prima curati nel reparto di Pediatria adesso non possiamo più essere assistiti, ma dove andiamo, chi ci segue? Ad agosto ci hanno prospettato un trasferimento nel reparto di Medicina ma ancora oggi nulla. In Pediatria nessuno che si preoccupa di noi, se abbiamo bisogno di visite, farmaci o altro non c’è nessuno. Per non parlare del fatto che approfittando di tutto il disordine esistente nell’Ospedale, il personale infermieristico fa pressione di spostamenti e magari a volte si rifiuta di prestare le cure necessarie. Onorevole Lorenzinnoi siamo pazienti è il nostro compito è quello di curarci, non tocca a noi andare a capireperchè non ci sono i presidi, di chi è la colpa o a cosa è dovuta, chi deve provvedere a spostarci in un altro reparto. Fare i mendicanti da un ufficio all’altro è umiliante, non avere risposte è umiliante, il caos in cui vive la nostra sanità NON può ricadere sulla pelle degli ammalati. E vorremmo aggiungere un'altra cosa, dov’è il nostro diritto alla PRIVACY ?? Perché giustamente quando andiamo a chiedere ed a informarci dobbiamo raccontare chi siamo e cosa cerchiamo.
Denunciare pubblicamente le inefficienze con la speranza che qualcuno ci ascolti vuol dire far sapere a tutti le nostreproblematiche. A chi gestisce la sanità: avete idea di cosa significa “DENUDARSI DELLA PROPRIA RISERVATEZZA” ?
Avete idea di cosa significa vivere con una cronicità e vedere giorno dopo giorno smantellare il posto che dovrebbe curarti, e non sapere se domani stai male dove andrai?Direi proprio di no.
Non è fattibile che ci sentiamo dire –Andatevene a Reggio Calabria. Ma alcuni pazienti NON POSSONO SPOSTARSI , NON HANNO LA POSSIBILITA’ DI SPOSTARSI, NON CE LA FANNO A SPOSTARSI, non è una questione di una volta o due, ma di una vita.
Viviamo in un momento in cui la sanità non garantisce più quello per cui è nata, cittadini che rinunciano a curarsi perché non hanno più la possibilità di pagare visto che alcuni servizi sono stati tagliati, pazienti che vanno all’ospedale e vengono spogliati della loro dignità, vengono respinti perché non ci sono più i medici o i reparti di competenza, e chi non ha possibilità per andare dal privato o prendere la sua umile valigia e spostarsi alla fine soccombe.
Onorevole, noi non chiediamo che ci venga fatto un nuovo ospedale bensì che venga ripristinato quello che già c’è, in nome dell’Articolo 32 della Costituzione: il DIRITTO ALLA SALUTE ! Tutto questo in modo che ogni cittadino possa essere CURATO, e al meglio, nel suo territorio.
Non ci accontenteremo più di vane risposte ma adesso pretendiamo fatti in nome del DIRITTO ALLA SALUTE.
Rosita Coluccio