"Sembra quasi - sostiene ancora il vicepresidente della Giunta regionale - di rivedere una sceneggiatura gia' messa inutilmente in atto per contrastare la riorganizzazione burocratica. Comunque, per andare al sodo: il consigliere Tallini considera una 'bufala' il 'Progetto Fitti Zero' che consiste semplicemente in questo: nella decisione della Giunta di risparmiare ben un milione 155 mila 139,14 euro spesi in fitti passivi nelle sole citta' di Cosenza, Crotone, Vibo Valentia e Reggio Calabria. E perche' mai questa decisione sarebbe una 'bufala'? C'e' forse qualcuno disposto anche solo a pensare che i cittadini debbano continuare a regalare ogni anno 513 mila 642,34 euro di fitti passivi a Reggio Calabria, 264 mila 772,79 a Cosenza, 126 mila 953,52 a Crotone e 158 mila 424,24 a Vibo Valentia e che i dipendenti della Regione debbano continuare a lavorare in condizioni non ottimali ne' adeguate, che lo stesso Tallini, gia' assessore al personale, conosce o dovrebbe conoscere molto bene? Dice ancora Tallini che la voglia di fare ha portato il vicepresidente a dare informazioni sbagliate sui tempi di rilascio degli immobili a Catanzaro per trasferirsi alla Cittadella. Premesso che e' meglio avere voglia di fare e di cambiare questa regione piuttosto che non averne, Tallini dovrebbe pero' indicare dove e come il vicepresidente ha fatto le dichiarazioni ritenute errate. E cosi' si scoprira' che la bufala l'ha detta Tallini: nessuna dichiarazione ha fatto il vicepresidente sulla Cittadella, dal momento che il Progetto Fitti Zero non riguarda la citta' di Catanzaro e che il trasferimento alla Cittadella e' gia' avvenuto lo scorso anno".
"Semmai e' vero - sostiene ancora Viscomi - che la logica che ha spinto il presidente Oliverio a realizzare il definitivo trasferimento del personale dalle sedi in affitto sparse nella citta' di Catanzaro all'unica sede della Cittadella, frutto del lavoro e dell'impegno di tante persone nell'arco degli ultimi quindici anni, e' la stessa che ispira il Progetto Fitti Zero per quanto riguarda le altre quattro citta' capoluogo: ridurre le spese nell'interesse dei cittadini, accorpare gli uffici nell'interesse degli utenti, migliorare gli ambienti di lavoro nell'interesse dei dipendenti. Anche in tal caso, i fatti sono ostinati. Un'ultima riflessione sul patrimonio regionale. Che questo richieda un grande lavoro di recupero e sistemazione e' del tutto evidente: solo chi confonde la vita reale con la saga di Harry Potter puo' pero' pensare che gli effetti di quaranta anni di incuria e disattenzione possano sistemarsi in pochi giorni.
Il sistema cosi' com'e' e come e' stato costruito nel corso di questi anni, per la sua quota anche dall'amministrazione di cui Tallini e' stato parte importante, non funziona: non funzionano le norme di legge regionale che dovrebbero costringere i manager degli enti a cooperare con l'amministrazione regionale, non funzionano le regole di secondo grado sulla valorizzazione e sulla alienazione del patrimonio immobiliare, non funziona la logica burocratica che governa l'intera materia del patrimonio. Tutto cio' e' evidente ora come lo era gia' negli anni passati. Cafiero Pasquale, il mitico personaggio cantato da Fabrizio de Andre' potrebbe ripetere anche qui da noi: 'Prima pagina venti notizie/ ventuno ingiustizie e lo Stato che fa / si costerna, s'indigna, s'impegna / poi getta la spugna con gran dignita''. Percio' e' necessario mettere mano al sistema legislativo ed all'approccio amministrativo. Ma il tempo giusto e' oggi, perche' tra ora e il passato, piu' o meno recente, una differenza c'e': la voglia di cambiare le cose. A piccoli passi, certo, stando sempre con i piedi per terra, ma camminando verso una direzione precisa: il bene comune e non l'interesse di pochi, spesso tutelato da una vecchia politica".
Il sistema cosi' com'e' e come e' stato costruito nel corso di questi anni, per la sua quota anche dall'amministrazione di cui Tallini e' stato parte importante, non funziona: non funzionano le norme di legge regionale che dovrebbero costringere i manager degli enti a cooperare con l'amministrazione regionale, non funzionano le regole di secondo grado sulla valorizzazione e sulla alienazione del patrimonio immobiliare, non funziona la logica burocratica che governa l'intera materia del patrimonio. Tutto cio' e' evidente ora come lo era gia' negli anni passati. Cafiero Pasquale, il mitico personaggio cantato da Fabrizio de Andre' potrebbe ripetere anche qui da noi: 'Prima pagina venti notizie/ ventuno ingiustizie e lo Stato che fa / si costerna, s'indigna, s'impegna / poi getta la spugna con gran dignita''. Percio' e' necessario mettere mano al sistema legislativo ed all'approccio amministrativo. Ma il tempo giusto e' oggi, perche' tra ora e il passato, piu' o meno recente, una differenza c'e': la voglia di cambiare le cose. A piccoli passi, certo, stando sempre con i piedi per terra, ma camminando verso una direzione precisa: il bene comune e non l'interesse di pochi, spesso tutelato da una vecchia politica".