Il Consiglio regionale dimostra, con questo provvedimento, di essere consapevole dell'orrore che produce la sopraffazione maschile e di volersene responsabilmente occupare, ma anche che, quando c'e' intesa istituzionale, si possono individuare le soluzioni piu' adeguate per affrontare le emergenze che angustiano i cittadini. Questa piaga offensiva per la dignita' della donna, oltre ad essere l'esito di un'aggressione individuale, ha un'inquietante dimensione sociale e domestica ed include i rapporti coniugali e genitoriali. Di qui l'esigenza di istituire un Osservatorio con lo scopo di monitorare, analizzare e studiare, in maniera costante e sistematica, tutti gli episodi di violenza perpetrati nei confronti del mondo femminile. Utilizzando le competenze necessarie e avvalendoci della cultura femminile che contro il fenomeno e' vigile e reattiva, occorre sapere andare a fondo e capire perche' cittadini ritenuti assolutamente normali, di ogni professione e livello culturale, attaccano l'identita' di mogli o compagne e perche' provano, e spesso riescono, ad umiliarla e distruggerla.
A chi teme che l'Osservatorio possa diventare l'ennesimo carrozzone da riempire con nomine discrezionali o peggio un ente inutile, rispondo che non e' questa la finalita' che intendiamo conseguire. Dipendera' adesso da tutti noi fare in modo che l'Osservatorio sia uno snello strumento operativo e di raccordo tra la Regione, lo Stato, i Centri antiviolenza che occorre finanziare e potenziare, nonche' tutti gli altri soggetti, individuali e collettivi, che si prodigano spesso con sacrifici ed abnegazione nel dare, nelle nostre citta' e nei borghi piu' disagiati dell'entroterra, il loro contributo per prevenire o far venire alla luce violenze disumane che si consumato al chiuso delle case o nei luoghi pubblici". "Contiamo molto, quindi - conclude Nicolo' - sull'importanza delle campagne di sensibilizzazione, informazione e formazione tese anche alla prevenzione. E auspichiamo che l'Osservatorio promuova protocolli d'intesa gratuiti tra soggetti istituzionali e del volontariato che operano sul territorio, ma anche iniziative volte a facilitare la raccolta delle denunce e a fornire assistenza e sostegno alle vittime della violenza in tutte le fasi susseguenti al verificarsi di episodi specifici".
A chi teme che l'Osservatorio possa diventare l'ennesimo carrozzone da riempire con nomine discrezionali o peggio un ente inutile, rispondo che non e' questa la finalita' che intendiamo conseguire. Dipendera' adesso da tutti noi fare in modo che l'Osservatorio sia uno snello strumento operativo e di raccordo tra la Regione, lo Stato, i Centri antiviolenza che occorre finanziare e potenziare, nonche' tutti gli altri soggetti, individuali e collettivi, che si prodigano spesso con sacrifici ed abnegazione nel dare, nelle nostre citta' e nei borghi piu' disagiati dell'entroterra, il loro contributo per prevenire o far venire alla luce violenze disumane che si consumato al chiuso delle case o nei luoghi pubblici". "Contiamo molto, quindi - conclude Nicolo' - sull'importanza delle campagne di sensibilizzazione, informazione e formazione tese anche alla prevenzione. E auspichiamo che l'Osservatorio promuova protocolli d'intesa gratuiti tra soggetti istituzionali e del volontariato che operano sul territorio, ma anche iniziative volte a facilitare la raccolta delle denunce e a fornire assistenza e sostegno alle vittime della violenza in tutte le fasi susseguenti al verificarsi di episodi specifici".