All'epoca dei fatti, sia il prefetto di Catanzaro che la Protezione Civile avevano smentito, a piu' riprese, l'esistenza di dati preoccupanti da un punto di vista sanitario. Legambiente aveva chiesto che venissero resi pubblici, immediatamente, i risultati delle analisi. Le informazioni fornite furono parziali perche' alcune delle analisi eseguite erano coperte da segreto istruttorio. Secondo informazioni che Legambiente aveva acquisito, esistevano perizie discordanti. Sempre nello stesso dossier, l'Associazione aveva ripreso anche le denunce fatte sugli strani spostamenti di navi sulle coste calabresi. Di queste vicende si occupo' la pretura di Reggio Calabria, da cui nacque la collaborazione con il capitano Natale De Grazia. Gia' allora l'Associazione ambientalista chiedeva al Governo e al Parlamento norme adeguate per evitare la proliferazione di attivita' private e traffici illegali". "In attesa che si faccia chiarezza dopo l'esito delle indagini che in queste ore stanno svolgendo i Carabinieri della Compagnia di Soverato guidati dal tenente Gerardo De Siena, in collaborazione con gli uomini del Noe di Catanzaro e del Nucleo Nucleare-Biologico-Chimico-Radiologico (NBCR) dei Vigili del Fuoco di Catanzaro e coordinati dalla Procura del capoluogo - conclude la nota - Legambiente chiede che la Commissione parlamentare d'inchiesta sui rifiuti, presieduta dall'on. Alessandro Bratti, prosegua il lavoro concluso nella scorsa legislatura che ebbe come esito finale, il 28 febbraio 2013, l'approvazione dell'ottima relazione sul fenomeno delle navi a perdere dalla parte della Commissione, i cui relatori furono proprio l'on. Bratti e l'on. Gaetano Pecorella".