I provvedimenti sono serviti a smantellare la cosca di 'ndrangheta facente capo secondo le indagini alla famiglia Trapasso, egemone sul territorio di confine tra le province di Catanzaro e Crotone, e il gruppo collegato dei Tropea.
Agli arrestati, oltre all'associazione mafiosa, vengono contestati i reati di estorsione, detenzione e porto abusivi di armi, illecita concorrenza con violenza o minaccia, esercizio abusivo del credito, intestazione fittizia di beni, reati tutti aggravati dalla modalita' mafiose e dalla finalita' di avvantaggiare l'organizzazione criminale oggetto delle indagini.
Sono stati sequestrati, inoltre, beni ed imprese riconducibili agli indagati. Dalle investigazioni, secondo quanto ha riferito la polizia, sono emersi gli interessi delle cosche, con solidi legami con le cosche reggine e vibonesi oltre che con quelle crotonesi, sulle attivita' economiche della zona, con riguardo particolare a
numerosi villaggi turistici, ad una fiorente attivita' di esercizio abusivo del credito e di usura e ad una capillare pressione estorsiva sugli imprenditori talvolta concretizzatesi nell'acquisizione dei beni delle vittime da parte dell'organizzazione criminale.
Si e' poi evidenziata l'infiltrazione, da parte del sodalizio, in apparati politico-amministrativi locali. Tra le persone arrestate c'e' il vicesindaco di Cropani, Francesco Greco, di 53 anni, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Dalle indagini e' emerso, tra l'altro, il condizionamento delle elezioni comunali svoltesi a Cropani nel maggio del 2014, condizionamento, riferiscono gli investigatori, finalizzato all'acquisizione di appalti e servizi pubblici per ottenere i quali si sarebbe giunti all'elezione a consigliere comunale di Francesco Greco, candidato con una lista civica, poi nominato vicesindaco.