OLIO. Produzione in Calabria meno 53%, ma la qualità resta alta

OLIO. Produzione in Calabria meno 53%, ma la qualità resta alta
"Alternanza produttiva, problemi climatici e attacchi di patogeni sono alla base dell'importante calo produttivo che ha investito la Calabria nella campagna di raccolta 2016/2017. Dalle oltre 66 mila tonnellate prodotte nella scorsa campagna si e' passati a poco piu' di 31 mila tonnellate dell'annata in corso".

I dati sono stati diramati da Unaprol - Consorzio Olivicolo Italiano - durante il corso di formazione continua dei giornalisti su "Sicurezza alimentare, quadro legislativo e corretta informazione" presso l'auditorium Nicola Calipari a Reggio Calabria.  Il calo stimato per la Calabria è del 53% nella campagna 2016. L'olivicoltura calabrese non perde però il suo carattere distintivo e recupera in volata con la qualità delle sue produzioni. Dall'analisi dell'olivicoltura calabrese, effettuata dall'osservatorio economico di Unaprol, emerge che l'olivicoltura rappresenta la principale fonte di reddito per le aziende agricole, nonostante i costi di produzione siano di gran lunga superiori per le difficili condizioni orografiche dei terreni. Rispetto alla dimensione provinciale, si registra una netta differenziazione territoriale, con le province di Reggio Calabria, Cosenza e Catanzaro più coinvolte nella coltura con rispettivamente il 27%, il 29% ed il 21%, seguite dalle altre due Province di Crotone e Vibo Valentia con il 9%.

 Nella regione sono riconosciute tre DOP nelle province di Crotone (Alto Crotonese), Cosenza (Bruzio) e Catanzaro (Lametia), mentre si registra l'iter transitorio per il riconoscimento dell'IGP (indicazione di origine protetta) per l'olio di Calabria.  Nella regione risultano attivi in circa 800 frantoi con un quantitativo medio di olive lavorate per frantoio di 10.000 quintali.