
Enzo Paolini tira un sospiro di sollievo. La decisione del Consiglio di Stato ha riammesso la lista Cosenza Popolare dei fratelli Gentile alle amministrative. Il Nuovo centrodestra, insomma, sarà libero di correre insieme all’avvocato del Pse nel laboratorio variopinto in cui si sono trasformate le elezioni cosentine. Talmente euforico Paolini che, appresa la decisione dei giudici, ha immediatamente convocato una conferenza stampa insieme a Katya Gentile, figlia di Pino, per suonare la carica in vista del rush finale della campagna elettorale.
Sia Guccione che Occhiuto hanno evitato di prendere posizione sulla vicenda, mantenendo una certa prudenza. La ragione, probabilmente, è che non è ancora ben chiaro se il rientro ufficiale del Ncd dei Gentile costituisce un vantaggio per Occhiuto o Guccione (e quindi chi sarebbe stato svantaggiato con Ncd fuori dai giochi).
Sicuramente ora Paolini è più forte. Avrà l’appoggio formale degli alleati con cui aveva chiuso l’accordo prima dell’avvio della campagna elettorale, anche in contrasto con le decisioni assunte dal Pd. In termini di consenso, però, lo avrebbe potuto avere anche in caso di loro esclusione. I voti dei gentiliani, almeno in buona parte, si sarebbero potuti contare anche su una lista che sostiene l’avvocato, così come iniziava a ipotizzarsi a Cosenza. Il timore, però, era che qualcosa potesse andare disperso con i Gentile liberi di fornire appoggi, magari sottobanco, a Guccione.
La paura in realtà si era diffuso anche nel quartier generale di Mario Occhiuto, anche se il centrodestra aveva comunque visto nella dispersione del voto e nella rottura Ncd-Pd un ulteriore elemento di vantaggio per provare a chiudere la partita al primo turno. Con Ncd fuori e Paolini e Guccione a guardarsi in cagnesco, il centrodestra avrebbe potuto provare a prendere il largo.
A ben guardare, dunque, chi potrebbe ricavare un quid pluris dalla battaglia in carta bollata intrapresa dai Gentile con la Commissione elettorale, potrebbe essere proprio Guccione.
Intanto, viene spazzata via ogni ipotesi di inciucio sottobanco che avrebbe potuto indispettire Paolini anche in caso di secondo turno. E che comunque avrebbe potuto avvantaggiare Occhiuto che sta facendo della lotta ai trasversalismi in politica uno dei punti centrali della sua campagna, specie dopo la “congiura” che lo avrebbe defenestrato da palazzo dei Bruzi prima della fine naturale della sindacatura.
In secondo luogo, con un Paolini forte l’ipotesi del ballottaggio diviene quasi una certezza e viene indebolita la possibilità di una vittoria di Occhiuto al primo turno che pure si era più volte ipotizzata (anche grazie ad alcuni sondaggi) nella fase in cui il Pd aveva puntato su Lucio Presta.
Guccione, insomma, con il rientro dei Gentile pare poter contare su due risultati su tre: vincere al primo turno (ovviamente) o accontentarsi anche di un ballottaggio con Occhiuto. Al secondo turno, senza le tensioni con Paolini che si sarebbero determinate in caso di esclusione dei Gentile, l’apparentamento con il Pse e il Ncd sarà certo e potrebbe essere decisivo per la vittoria finale.
Del resto se Guccione dovesse arrivare terzo (ipotesi di scuola al momento), con un ballottaggio tra Paolini e Occhiuto non mancherebbe l’appoggio del Pd al candidato socialista. Ma le conseguenze sarebbero assai nefasta per Guccione: una debacle del genere segnerebbe, con alto probabilità, la fine della sua carriera politica.