BERARDI. E’ già leggenda l’ex ragazzo di Calabria che ha fatto poker contro il Milan

BERARDI. E’ già leggenda l’ex ragazzo di Calabria che ha fatto poker contro il Milan

berardi     NOSTRO SERVIZIO - Lo descrivono taciturno e testardo. Come i calabresi. Soprattutto quelli di montagna quando lasciano la Calabria.

Perché Berardi è nato sì a Cariati in riva al mare che si stende tra Crotone e Sibari, ma è originario di Bocchigliero, meno di 2000 abitanti a mille metri d’altezza, una terrazza di struggente bellezza affacciata sul mare della magna Grecia ionica.

Ma il ragazzino (non ancora 19 anni) oltre ad essere raccontato con gli stereotipi in uso per chi è nato dalle sue parti, s’è anche imposto come un devastante vendicatore quando ha il pallone tra i piedi. Non lo regge nessuno. E se qualcuno non ci crede vada a chiedere a Berlusconi il cui Milan è stato sbriciolato dal giovanottino calabrese procurandogli dolori ancor più acuti di quelli dell’ultima tornata elettorale. Un’umiliazione quella inflitta al Milan che da sola, pure se non ci fosse il resto, vale l’iscrizione di diritto all’albo delle leggende. Mai nessuno era riuscito a farlo in soli 90 minuti. Nessuno, del resto, immaginava fosse possibile.

Ora che son tutti pazzi per Berardi (il nome, Domenico, Mimmo?, lo si trova solo con difficoltà: perché lui è Berardi e basta) iniziano a crescere le storie che compongono la sua favola.

Al centro, un viaggio a Modena quattro anni fa per far visita al fratello che studia scienze infermieristiche. Poi la fortuna chye, come dice Seneca prima o poi può (non deve, può,) passare e tu ti devi fra trovare pronto: manca il quinto alla partita di calcetto e gli chiedono di tappare il buco. Lui, quindicenne educato del Sud, ubbidisce e tappa di goal la rete avversaria: spettacolo, fuochi pirotecnici, esplosione di fantasia e determinazione.

Un amico del fratello, impressionato, lo segnala a Luciano Carlino, osservatore giovanile del Sassuolo. Incredibilmente il Castello, a due passi da casa, ha lasciato libero Berardi che così finisce al Sassuolo in Emilia e poi in serie B. Attaccante esterno a sinistra o da trequartista alle spalle delle punte, centra 9 goal in 29 partite: per un principiante niente male.

Fisico longilineo, piede mancino sensibilissimo, Berardi è attaccante e fantasista. Parte da sinistra e si accentra, smarca i compagni o tira. E sono tiri potenti e precisi, anche da lontano.

In Calabria da allora è tornato solo per le vacanze e far visita al padre impiegato all’Anas, alla mamma casalinga, alla sorella, mentre continua a condividere la casa modenese col fratello.

E’ a lui che deve tutto. Avesse scelto invece di scienze infermieristiche a Modena una bella facoltà di una delle tante università calabresi ora giocherebbe a calcio per le strade di Cariati con la bella soddisfazione di aver vissuto una bella esperinza nella società del Castello.

Invece, grazie alle scienze infermieristiche, è entrato nella leggenda senza ancora avere venti anni.