L'INTERVENTO. Demo? o Crazia (con gli occhi di ieri)

L'INTERVENTO. Demo? o Crazia (con gli occhi di ieri)

L'immagine dell'Italia all'estero viene troppo spesso sintetizzata così: "La situazione è disperata, ma non seria!"  È davvero così? Oppure è solo una vittima sacrificale, sotto gli occhi dei suoi cittadini ignari? 
Intendo dire: il nostro Paese potrebbe essere nel mirino di un Nord-Europa gemellato col Nord-America nella professione della fede calvinista, secondo la quale Dio ti ama solo se fai i soldi?

 In effetti, dopo il crollo del Muro di Berlino, che permette l’agognata riunificazione tedesca e sancisce visivamente la fine della "minaccia sovietica", nulla più si oppone allo straripamento del capitalismo, sconfinato addirittura fino in Cina!
Ed in una certa Europa si risveglia l'impellente - e secolare - "bisogno di Mediterraneo".

Non basta il precipitarsi della Germania a riconoscere unilateralmente l’indipendenza della Slovenia. (Ma non doveva farlo assieme all’UE, a cui appartiene - quando le conviene?!?)
No, i Balcani sono da sempre poco sicuri, meglio “balcanizzare” direttamente l’Italia, riportando indietro nel tempo - a quando il Piave ancora non mormorava - la Penisola che ha osato chiudere l’accesso al Mediterraneo!

La Padania libera, per me, non è solo un aborto della mente di Bossi & Co.
Così come Mister B. non è il clown che in Europa e nel mondo si addita volentieri al pubblico ludibrio, ma una figura funzionale ad un ben preciso piano di indebolimento del tessuto sociale, politico ed economico dell’Italia. 
Si mormora addirittura che, attraverso di lui, si sia guardato per un ventennio alla nostra patria come ad un laboratorio in cui si sperimentava una nuova formula di governo da applicare, in futuro, anche altrove: il populismo mediatico.
Un esperimento in buona parte riuscito, se si pensa al tempo dedicato alle varie Belen, Ruby, Minetti!

Il Potere odierno può fare a meno delle truppe, dei lager, delle leggi speciali, perché ha trovato un modo molto più semplice per tenere a bada il popolo: attirarlo ed ottunderlo con un’informazione fittizia
Dovendo, creata l’Europa, fare anche gli Europei, si è scelta una via di mezzo tra l’allegra chiassosità mediterranea ed una sobrietà very british.

Poter leggere per filo e per segno, su un’infinità di giornali, il resoconto delle spesso poco edificanti vicende dei Windsor, pare soddisfare tutto il bisogno di sapere dei loro sudditi: infatti non sono in molti a rendersi conto di quanto costi - in soldoni - agli inglesi la loro monarchia!
E “sapere” tutto quello che accade intorno al Cavaliere pare bastare a molti italiani per anni ed anni, quando dall’altare di Mamma TV si prende in ostaggio un intero popolo, vendendogli l’illusione di partecipare! Certo, non alle decisioni che lo riguardano e che comunque vengono prese ormai tutte fuori dall’Italia, ma almeno alla vita di Corte, potendo addirittura - udite! udite! - ridere del Capo e dei suoi. 

Se non è democrazia questa…

 Ma intanto la sovranità nazionale viene annullata, in nome di organismi internazionali che non hanno come priorità il bene della gente, ma quello dei poteri di cui sono un’emanazione diretta.
 Per l’ennesima volta nella Storia, si può scegliere tra il “panem et circenses”, con cui i Romani tenevano a bada il popolo, e le perline colorate, attraverso le quali i nipotini di Lutero tolsero la terra - e la dignità! - ai nativi d’America.

Oppure si può anche (tentare di) diventare i veri protagonisti della propria vita, scegliendo di cosa parlare, dove informarsi, a cosa dare priorità?

Negli ultimi tempi, in molti si sono lasciati abbagliare dalle false promesse del Potere, dimenticando che esso non è mai disponibile al dialogo e men che meno a cedere: sarebbe un suicidio!
Bisognerebbe intanto rendersi conto di questo. E poi capire che in una democrazia non si delega tutto. Si incaricano dei rappresentanti, certo. È una cosa funzionale, quindi necessaria.  Ma la democrazia rimane sempre e comunque l’impegno - permanente ed inalienabile - di ogni singolo individuo!

Non viviamo più nei tempi in cui poteva valere una regola del tipo: “La libertà è un albero che di tanto intanto va innaffiato col sangue dei tiranni.”
Però la democrazia, per essere vera, deve essere innanzitutto DEMO, altrimenti si trova sempre chi è dispostissimo a porre l’accento solo su CRAZIA!

(Testo scritto dieci anni fa e - forse - ancora valido…)