LIBIA. Cresce l’angoscia per i 2 calabresi rapiti sulla via del metano

LIBIA. Cresce l’angoscia per i 2 calabresi rapiti sulla via del metano

crl      di VITO BARRESI - Di Francesco Scalise e Luciano Gallo i due lavoratori calabresi rapiti lungo una strada in una delle regioni più pericolose della Libia si sa ancora poco se non addirittura nulla. 


E mentre scorrono giorni di angoscia e paura nelle loro comunità d'origine e nelle famiglie scosse dall'avvenimento, le preoccupazioni si acuiscono anche in sede diplomatica, all'unità di crisi della Farnesina. Restano tutt'altro che chiari e definiti i dettagli oscuri di un'azione terroristica che rimanda ai gruppi di fondamentalisti islamici, ormai padroni di un'area strategica per il gas e il petrolio italiano. Si, perchè proprio in copiativa, la mappa logistica dove i due sono stati rapiti da un gruppo armato che li ha costretti a scendere dal mezzo su cui viaggiavano, nei pressi del villaggio di Martuba, tra le città di Derna e Tobruk, ricalca esattamente lo scenario geopolitico in cui si innestano i grandi interessi italiani dell'Eni, circa il 12% della produzuone di idrocarburi della major italiana.

Appena qualche mese fa era stato l'oligarca del petrolio italiano Paolo Scaroni ha lanciare l'allarme sulla pericolosità della zona infestata da ben 500 formazioni armate. Tanto che l'amministratore delegato Eni, parlando a margine della presentazione del World Energy Outlook, aveva detto che "in Africa Eni ha qualche problema e la Libia non ci fa dormire sonni tranquilli, ma in quel Paese ci siamo da quando c'era il Re, quindi, sapremo fare fronte." Il terminal di Mellitah, da cui parte il Greenstream che raggiunge la Sicilia, è sotto il pieno controllo di gruppi armati, ormai gli unici a stabilire se chiudere completamente le esportazioni di greggio e metano verso l'Italia, l'Europa.Non si comprende perchè nessuno ancora metta in adeguato risalto lo sfondo, il landscape in cui è avvenuto il rapimento del sessantuenne Francesco Scalise e Paolo Gallo 48 anni, entrambi provenienti dalla Calabria.

Un quadrante ben stagliato dove la geografia è diventata guerra politica e indipendentista, generando una situazione incontrollata nella quale si inseriscono le rivendicazioni per l'autonomia della Cirenaica, in arabo Barqa, regione ricca di petrolio, dove forte del supporto di alcuni capitribù locali si è proclamato legittimo un governo ombra, contrario a quello di Tripoli. Che nelle interessate sottigliezze dei grandi magnati petrometaniferi (almeno restando ai richiami fatti nel corso dell'intervista televisiva ad 'HardTalk' della Bbc da Scaroni) preluderebbe a un ritorno di fiamma dell'era monarchica precedente a Gheddafi.