«La sentenza dei giudici amministrativi – continua la parlamentare – conferma quanto andavamo dicendo fin dalla candidatura di Giovanni Siclari a sindaco e ribadisce l’illegittimità della nomina di Maria Grazia Richichi quale vicesindaco. Perfino il ministro ai Rapporti con il Parlamento Finocchiaro, rispondendo a una mia specifica interrogazione, aveva legittimato “politicamente” un modus agendi palesemente in contrasto con le norme di riferimento».
«Il pronunciamento dei giudici, infatti – prosegue Dieni –, era assolutamente prevedibile e da me preannunciato. Già la Cassazione, in riferimento al caso De Magistris, aveva precisato che la sospensione dalla carica di sindaco consegue direttamente ed esclusivamente alla condanna penale dell'eletto, in quanto il decreto prefettizio che accerta la sussistenza della causa di sospensione è provvedimento non discrezionale, ma vincolato e che si limita ad accertare l'effetto sospensione prodotto ope legis e non ha, dunque, efficacia costitutiva. Questo precedente sarebbe dovuto bastare per comprendere la sospensione immediata di Siclari e, di conseguenza, per ritenere nulli i suoi atti».
«Il governo – conclude Dieni –, ignorando queste precise segnalazioni, si è dunque preso una grave responsabilità e ha consentito a un’amministrazione abusiva di guidare un territorio complesso come quello di Villa San Giovanni. Il nostro auspicio è che ora il prefetto rimuova al più presto una giunta illegittima al fine di ripristinare la piena legalità istituzionale».