La decisione dovrebbe essere formalizzata a breve, in una apposita seduta della Commissione. In questa direzione spinge, in particolare, il vicepresidente della Commissione, Claudio Fava il quale nel merito degli elenchi ha già avuto modo di puntualizzare alcune osservazioni: "Da una prima lettura degli elenchi degli aderenti alle logge massoniche in Calabria e in Sicilia, non sembra che emergano nomi di straordinaria notorietà ma c'é una dimensione di adesione alla massoneria che sfugge a ogni controllo, per esempio con le logge coperte o con "i fratelli all'orecchio". La sensazione che ci siano propaggini che si spingono nel Parlamento è più che una sensazione; non mi stupirei se anche in Commissione Antimafia ve ne fosse qualcuno".
Una "sensazione", quella di cui parla Fava, che il rapporto della Guardia di Finanza successivo alla comparazione degli elenchi con i tabulati degli archivi delle forze di polizia, avrebbe ulteriormente irrobustito. Sullo sfondo viene richiamata non solo la sentenza del Consiglio di Stato che "invita" quanti ricoprono incarichi di vertice nella pubblica amministrazione a segnalare la propria appartenenza alla massoneria, ma anche uno scontro che in precedenza aveva visto tre magistrati del Consiglio di Stato (Roberto Giovagnoli, Claudio Contessa e Raffaele Greco) presentare un esposto disciplinare nei confronti di un loro collega che aveva redatto un articolo scientifico sulla degenerazione dei concorso pubblici, non mancando di citare i condizionamenti da parte della massoneria e dell'Opus Dei. (fonte il velino)