"La scoperta è avvenuta nel corso del programma di monitoraggio denominato Marine Strategy Framework Directive - dichiara il dirigente dell'Unità operativa Marine Strategy che ha sede operativa presso il dipartimento Arpacal di Crotone -. Tale programma, affidato su direttiva della Comunità europea al ministero dell'Ambiente, e recepito in Italia con il decreto legislativo 190/10 vede l'Arpacal come Agenzia capofila della sottoregione Mar Ionio-Mediterraneo Centrale con funzioni di coordinamento dell'intera sottoregione (Sicilia-Calabria-Basilicata). L'attuazione della direttiva Marine Strategy è uno strumento necessario alla conoscenza e protezione degli habitat marini che mette in atto misure per conseguire o mantenere un buon stato ambientale". "Viene svolto periodicamente lungo tutte le coste della Calabria prevedendo una serie di attività di monitoraggio su differenti matrici biologiche, chimiche e fisiche - continua Cellini -. Tra le molteplicità del programma Marine Strategy, sono previsti anche i moduli per il monitoraggio delle specie non indigene (Nis) ovvero di tutti gli organismi marini introdotti nel Mediterraneo e che potrebbero, potenzialmente, alterarne gli endemismi". "Monitoriamo aree sensibili in tutta la Calabria allo scopo di studiare i trend delle popolazioni di tali organismi e avere così sotto controllo il quadro della situazione ecologica" chiariscono i tre biologi Stefania Giglio, Elena Madeo e Francesco Cicero, specializzati nell'analisi quali-quantitativa e tassonomica di fito e zooplancton nelle diverse aree calabresi. Anche i sedimenti vengono attenzionati dal programma. "I sedimenti dei fondali marini sono l'unico contesto in cui è possibile avere uno storico del mare - spiega Domenico Ricupero, chimico del team Marine Strategy – se vi è la presenza di contaminanti è possibile risalire con esattezza al tipo di sostanza e alla sua concentrazione, così da avere una descrizione completa dell'area indagata. Tali tipologie di contaminazione sono potenzialmente dannose per l'ambiente marino e quindi anche per l'uomo". (fonte ilVelino)
VIBO. Scoperta colonia di corallo nei fondali della baia di Nicotera. Arpacal: scoperta straordinaria
"La scoperta è avvenuta nel corso del programma di monitoraggio denominato Marine Strategy Framework Directive - dichiara il dirigente dell'Unità operativa Marine Strategy che ha sede operativa presso il dipartimento Arpacal di Crotone -. Tale programma, affidato su direttiva della Comunità europea al ministero dell'Ambiente, e recepito in Italia con il decreto legislativo 190/10 vede l'Arpacal come Agenzia capofila della sottoregione Mar Ionio-Mediterraneo Centrale con funzioni di coordinamento dell'intera sottoregione (Sicilia-Calabria-Basilicata). L'attuazione della direttiva Marine Strategy è uno strumento necessario alla conoscenza e protezione degli habitat marini che mette in atto misure per conseguire o mantenere un buon stato ambientale". "Viene svolto periodicamente lungo tutte le coste della Calabria prevedendo una serie di attività di monitoraggio su differenti matrici biologiche, chimiche e fisiche - continua Cellini -. Tra le molteplicità del programma Marine Strategy, sono previsti anche i moduli per il monitoraggio delle specie non indigene (Nis) ovvero di tutti gli organismi marini introdotti nel Mediterraneo e che potrebbero, potenzialmente, alterarne gli endemismi". "Monitoriamo aree sensibili in tutta la Calabria allo scopo di studiare i trend delle popolazioni di tali organismi e avere così sotto controllo il quadro della situazione ecologica" chiariscono i tre biologi Stefania Giglio, Elena Madeo e Francesco Cicero, specializzati nell'analisi quali-quantitativa e tassonomica di fito e zooplancton nelle diverse aree calabresi. Anche i sedimenti vengono attenzionati dal programma. "I sedimenti dei fondali marini sono l'unico contesto in cui è possibile avere uno storico del mare - spiega Domenico Ricupero, chimico del team Marine Strategy – se vi è la presenza di contaminanti è possibile risalire con esattezza al tipo di sostanza e alla sua concentrazione, così da avere una descrizione completa dell'area indagata. Tali tipologie di contaminazione sono potenzialmente dannose per l'ambiente marino e quindi anche per l'uomo". (fonte ilVelino)