"Le precisazioni del rettore De Sarro sull’apertura del corso di laurea interateneo in assistenza sanitaria, apparse oggi su alcuni organi di stampa, fugano molti dei dubbi che sono stati avanzati in questi giorni e rassicurano sul rischio di un indebolimento dell’ateneo catanzarese.
Bene, ne siamo lieti e siamo convinti che occorra comunque discutere insieme, e di più, di questa vicenda e della strategia complessiva di rafforzamento dell’ateneo, per questo appoggiamo convintamente la richiesta di un consiglio comunale aperto sulla questione. Catanzaro non può fare a meno di un università forte e la Calabria non può fare a meno di un capoluogo forte.
Ma la vicenda in oggetto merita un approfondimento ulteriore in ordine alla assoluta incapacità dell’amministrazione Abramo di giocare un qualsivoglia ruolo in questa strategia, ovvero nella sua assoluta incapacità di fare politica con la P maiuscola.
Sul punto, infatti il Sindaco Abramo e il vice sindaco Cardamone sono intervenuti con dichiarazioni dilettantesche e campanilistiche, che rischiano di essere inutili se non controproducenti. Il succo del loro ragionamento in sostanza si riduce alla domanda, rivolta a destra e manca, se si è o meno favorevoli ad una strenua difesa delle prerogative dell’ateneo e della città contro i nemici esterni (ed interni) che la accerchiano. Domanda ovviamente retorica, dato che qualunque catanzarese non può che rispondere di essere a favore degli interessi della città. Ma soprattutto domanda inutile, perché il ragionamento politico dovrebbe partire proprio dove finisce la propaganda di Abramo e Cardamone, ovvero dal punto che, posto che siamo tutti a favore dell’ateneo e della città, si tratta di capire come vogliamo procedere per garantirne la difesa e il rafforzamento.
Appare evidente che questo ad Abramo e Cardamone non interessa. O perlomeno più che gli interessi della città, ciò che gli sta a cuore in maniera preminente è la propaganda spicciola, è alimentare il proprio inutile populismo di governo, sollecitare l’orgoglio catanzarese per ergersi a difensori della città e coprire i propri fallimenti. Il punto, infatti, è che Abramo non è un qualunque avventore di un bar cittadino che giustamente si lamenta del declino della città, Cardamone non è un passante sul corso che si esprime giustamente sui pericoli di un ridimensionamento dell’ateneo, Abramo e Cardamone sono i vertici della politica cittadina – e lo sono da tempo immemorabile – da cui al gente si attende soluzioni e non slogan, capacità di governo e non proclami populistici, risultati e non lamentazioni.
La stessa cosa accadde per la Zes. Allo stesso modo, infatti, il sindaco Abramo si lanciò in grandi proclami sui diritti della città, in attacchi contro tutti, in chiamate alle armi che coinvolgevano società civile e opposizione per poi ritirarsi in silenzio davanti all’esito totalmente fallimentare delle proprie iniziative. Tante parole zero fatti, perché i risultati si ottengono coltivando relazioni, proponendo progetti, dimostrando autorevolezza, esercitando leadership non coltivando campanilismo e propaganda di quart’ordine.
Quello che appare evidente è che esiste un metodo di governo, fondato su una propaganda continua, che serve ad Abramo e Cardamone per curare la propria immagine ma che determina l’isolamento politico della città e la sua marginalizzazione. Questa sorta di campagna elettorale permanente forse fa loro guadagnare qualche voto ma certamente non fa bene alla città e la spinge inesorabilmente verso il declino.
Se davvero il sindaco e il vice sindaco hanno a cuore Catanzaro, allora la smettano di fare i Masaniello di serie B e si ricordino del ruolo che occupano, e da subito aprano una stagione di dialogo serio e rispettoso con il Rettore (e con l’opposizione, se vogliono) cercando soluzioni praticabili e di largo respiro. Facciano politica, insomma, se ne sono capaci."
Nicola Fiorita
Roberto Guerriero