L´operazione racchiude vari filoni di indagine del Nucleo Investigativo dei Carabinieri e della Squadra Mobile di Catanzaro che si sono avvalsi di intercettazioni ambientali, veicolari e telefoniche oltre che di riprese filmate con telecamere nascoste.
L'organizzazione avrebbe avuto tre livelli: fornitori, grossisti e spacciatori al minuto che avrebbero dato vita a una vera e propria holding dello spaccio che vantava un sostanziale monopolio del "business" in citta' e negli affollati centri del litorale ionico catanzarese, con stretti legami, per quanto attiene ai canali di approvvigionamento, con potenti famiglie della 'ndrangheta della Locride e del Crotonese.
La droga sarebbe stata ceduta in conto vendita, successivamente il pagamento era garantito dalla forza di intimidazione esercitata dal gruppo criminale sugli spacciatori al dettaglio e sui consumatori.
A scompaginare il collaudato modus operandi dell'organizzazione anche la defezione, in corso d'opera, di quello che gli inquirenti ritengono essere uno dei capi del sodalizio, Santino Mirarchi, collaboratore di giustizia dal 2016, "le cui dichiarazioni - spiegano gli investigatori - hanno arricchito e completato il gia' solido quadro probatorio acquisito, del quale fanno parte integrante anche numerosi arresti e sequestri di droga eseguiti nel corso delle attivita'".